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Matera, la Garante Padula sulla candidatura a Capitale Europea della Disabilità 2027: “Serve impegno concreto, non solo slogan”

  • Marika Padula - Garante disabilità Regione Basilicata

    La Garante regionale avverte: troppi diritti negati alle persone con disabilità, la candidatura deve trasformarsi in un’occasione reale di svolta

    Marika Padula, Garante della Disabilità della Basilicata, commenta la possibile candidatura di Matera a Capitale Europea della Disabilità 2027: “Un’opportunità importante, ma senza azioni immediate e risorse certe rischia di restare uno slogan”.

    MATERA – La possibile candidatura di Matera a Capitale Europea della Disabilità 2027 apre scenari di rilievo non solo per la città ma per tutta la Basilicata. A sostenerlo è la Garante regionale della Disabilità, Marika Padula, che però lancia un avvertimento: “Un riconoscimento del genere può portare attenzione e risorse, ma senza un impegno immediato sui diritti delle persone con disabilità rischia di essere una vetrina vuota”.

    Padula ricorda che la realtà quotidiana presenta ancora troppe criticità: oltre 130 minori senza terapie riabilitative, tagli ai servizi di assistenza scolastica, ritardi nei sostegni domiciliari ed educativi. “Sono condizioni che creano disuguaglianze e violano diritti garantiti dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU”.

    Per la Garante, la candidatura deve rappresentare un punto di svolta. Servono programmazione seria, risorse certe, abbattimento delle barriere architettoniche e culturali, applicazione concreta del “Progetto di vita” previsto dal decreto legislativo 62/2024, potenziamento dei servizi educativi e sanitari e il pieno coinvolgimento delle famiglie e del terzo settore.

    “Il titolo di Capitale Europea della Disabilità potrà avere senso solo se Matera e la Basilicata sapranno dimostrare di passare dalle parole ai fatti” ribadisce Padula, che assicura la sua disponibilità a lavorare con istituzioni e associazioni. “L’Europa ci guarda – conclude – ma soprattutto ci guardano i cittadini e le famiglie che ogni giorno vivono difficoltà reali. A loro servono risposte, non soltanto progetti”.

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