La Regione Puglia approva la legge contro la transfobia, è la prima in Italia

Diventa così la prima Regione italiana a dare il via libera alla norma

Ci sono voluti cinque anni, anni di battaglie e di ostruzionismo. Alla fine la Regione Puglia è riuscita ad approvare la legge contro la transfobia e la violenza di genere, diventando così la prima in Italia ad avallare questa norma. Il sì in Consiglio regionale è arrivato grazie al tentativo, riuscito da parte della maggioranza di centrosinistra, di evitare i 321 emendamenti dell’opposizione, presentando un subemendamento sostitutivo dell’intera legge. In questo modo è stato possibile superare l’ostruzionismo in aula e far passare la norma che contiene “disposizioni per garantire il principio delle pari opportunità e della parità di trattamento in riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alle variazioni nelle caratteristiche di sesso delle persone”.

Primo firmatario della legge è il consigliere Dem, Donato Metallo. La norma è però stata sottoscritta anche da altri esponenti del Pd, oltre che di Movimento 5 Stelle, Con, Per la Puglia e gruppo misto. Fra i principi contenuti c’è, in particolare, quello che sottolinea “l’importanza di prevenire e contrastare le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale”. La legge promuove inoltre specifiche politiche di formazione, riqualificazione professionale, inserimento lavorativo e parità di accesso al lavoro.

Per il segretario pugliese del Pd, Domenico De Santis, si tratta di “un giorno storico”, visto che la Puglia “è la prima Regione italiana a istituire questa legge di civiltà”. Si tratta di “una legge di civiltà” anche per la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci.

Per il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, “all’interno della maggioranza c’è stata la corsa ad appuntarsi una medaglietta da sfoggiare al cospetto della leader Schlein, nella speranza di acquisire qualche credito di candidatura in vista delle prossime regionali”. Critici anche gli esponenti di Forza Italia, per i quali si tratta “dell’ennesima legge a trazione propagandistica contro la transomofobia, su cui avremmo voluto avviare un dialogo sereno”.