Auto: Bardi, accelerare la riconversione delle fabbriche

 

“Dobbiamo accelerare a livello regionale la riconversione delle fabbriche e delle competenze dei lavoratori guardando all’ecosistema della mobilità del futuro e all’innovazione tecnologica automotive con un approccio neutrale”. E’ stato questo – secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della Giunta lucana – uno dei passeggi dell’intervento fatto dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, a Pamplona, nel corso della Conferenza annuale dell’Ara (Automotive Regions Alliance). Il governatore ha poi evidenziato che “la Basilicata è già nel pieno della transizione automobilistica in modo evidente e direi preoccupante. Nell’aprile di quest’anno il Governo nazionale, su richiesta della Regione Basilicata ha dichiarato ‘area di crisi industriale complessa’ 50 Comuni che gravitano nell’area di San Nicola di Melfi dove è ubicato un importante stabilimento di Stellantis, con circa seimila occupati alle dipendenze e un indotto produttivo diretto di circa tremila addetti e indiretto di altre cinquemila unità lavorative. La peculiarità della Basilicata sta nel carattere pervasivo delle conseguenze della crisi sulla popolazione, che trae origine nel nuovo piano industriale ‘Dare Forward 2030’ di Stellantis, che accettando la sfida Ue su automobili a impatto climatico zero prevede la sostituzione integrale dei modelli attualmente in produzione nel nostro territorio con altri ‘full electric’ a partire dal prossimo anno. Questa rivoluzione ha avuto un’immediata ripercussione negativa sulla catena locale di subfornitura automotive, attualmente composta da circa 20 aziende grandi e medie con circa 3000 occupati. Questo stato di emergenza ha portato all’esplosione della richiesta di ammortizzatori sociali previsti da leggi ordinarie, come la cassa integrazione e i contratti di solidarietà”.
Nelle sue conclusioni, Bardi ha poi sottolineato che “a livello Ue abbiamo bisogno dell’istituzione di un meccanismo e di un budget dedicato (Just Transition fund), all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Ue, o di un filone di transizione giusta nella prossima politica di coesione dopo il 2027, per sostenere una transizione giusta ed equa delle regioni automobilistiche. Dovremmo avere fondi Ue per programmare e realizzare dei Patti regionali per la transizione automotive con un pacchetto integrato di aiuti e iniziative per sostenere le politiche regionali di transizione automotive attraverso un dialogo e collaborazione costante tra industria, Pmi, università ed enti di ricerca, istituti di istruzione e formazione, enti locali e regionali e tutti i soggetti interessati del settore. Guardando al contesto economico e geopolitico globale, è essenziale che il quadro politico e normativo dell’Ue sia adattato con riferimento al diritto della concorrenza e agli aiuti di Stato per sostenere le regioni automobilistiche nella futura transizione e nella gestione delle crisi. L’istruzione, la formazione continua e la ricerca svolgono un ruolo importante per soddisfare e anticipare le mutevoli esigenze dei modelli di business e dei prodotti dei fornitori e degli Oem”. Secondo il presidente della Regione Basilicata, “è importante monitorare costantemente l’impatto economico e sociale in ciascuna regione automobilistica dell’Ue della transizione automotive, perché le situazioni e le possibili soluzioni sono diverse e dobbiamo programmare adeguatamente politiche e fondi. Il punto di vista delle regioni deve essere preso in considerazione per integrare il livello nazionale e quello dell’Ue quando si programmano i finanziamenti dell’UE per una transizione giusta ed equa nel settore automobilistico perché siamo più vicini ai territori e ai loro bisogni”, ha concluso Bardi.