Puglia, Piemontese: “No a ghetti d’oro con i soldi del PNRR”

Il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, sottolinea l’imporntaza dei fondi del Piano: “Un’occasione da non perdere”

Un tetto per chi lavora nei campi. I ghetti nel Foggiano vanno rivisti e messi in sicurezza. I fondi del PNRR sono un’occasione, ma attenzione alle speculazioni.

È quanto sostiene Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione Puglia che nelle scorse ore ha incontrato i sindacati a “Casa Sankara”, nelle campagne al confine tra San Severo e Foggia, per discutere del futuro delle realtà che oggi ospitano tanti lavoratori.

I fondi del PNRR sono una grande occasione per mettere in sicurezza questi luoghi ma, ribadisce, bisogna fare attenzione a non smantellare totalmente i luoghi. Vanno rivisti e messi in sicurezza: le speculazioni, ritiene, sono dietro l’angolo.

Il vicepresidente ha ricordato anche gli investimenti regionali per complessivi 10 milioni di euro destinati, negli ultimi 5 anni, per contrastare l’uso intensivo di manodopera migrante altamente ricattabile, superare situazioni abitative al di sotto degli standard minimi di vivibilità, organizzare servizi di accoglienza per centinaia di braccianti, indispensabili per il mantenimento di uno dei settori economici trainanti della nostra regione, all’interno di apposite e attrezzate foresterie regionali.

Oltre ai 100 moduli abitativi con acqua, luce, servizi igienici e servizio mensa giornaliero di “Casa Sankara”, si devono alla Regione Puglia altre azioni diffuse in tutte le province pugliesi.

Infine, nell’ambito del PON Inclusione “P.I.U. SU.PR.EME”, la Regione Puglia ha approvato, in cooperazione con il Comune di Bari, un Avviso di manifestazione d’interesse, finanziato con 493 mila euro per l’inserimento socio-abitativo di 120 migranti. Stessa cosa per la provincia di Taranto con un finanziamento di 120 mila euro per l’inserimento di 60 migranti, per la provincia di Brindisi con 757 mila euro per l’inserimento di 150 migranti e per la provincia di Foggia con 290 mila euro per l’inserimento socio-abitativo di 150 migranti.