Sit-in del segretario generale del sindacato Polizia Penitenziaria davanti al carcere di Potenza

C’è anche Potenza tra le 38 tappe del tour nazionale che sta compiendo il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo, un’occasione per denunciare le carenze ed i problemi che attanagliano il sistema penitenziario nazionale.
Una situazione quella lucana, ha denunciato Di Giacomo, che non si discosta da quella che ha definito una vera e propria emergenza nazionale, con l’unica eccezione che forse, la questione lucana, possa essere meno nota rispetto le altre realtà italiane.
Interventi urgenti ha chiesto il segretario generale dei poliziotti penitenziari che ha fatto un sit in di protesta avanti la sede della casa circondariale “Antonio Santoro” di Potenza ma denunciando le criticità che interessano anche le altre due carceri lucane, quelle di Matera e Melfi.
Sono infatti 59 i suicidi di detenuti dall’inizio dell’anno (di cui 15 durante questa stagione estiva), con aggressioni quotidiane agli agenti e al personale medico, continui tentativi di rivolta, e numerosi episodi di sfida da parte dei capo clan di organizzazioni criminali allo Stato che, purtroppo, continuano a comandare dalle celle, ha spiegato Di Giacomo.
Uno Stato, ha aggiunto, che oltre a non garantire la legalità nelle carceri non riesce a garantire la sicurezza dei detenuti e dei suoi dipendenti, testimonia di aver rinunciato ai suoi doveri civici sino a far passare inosservata la “strage” di questa estate con detenuti di età sempre più giovane. Ci sono azioni, misure, provvedimenti che si possono e si devono attuare subito, prima dell’elezione del nuovo Parlamento e la nomina del nuovo Governo, perché più passa tempo, ha concluso Di Giacomo, e più l’illegalità si diffonde con il rischio di ripetere quanto accaduto con le rivolte nella primavera del 2020.