Vicenda giornalisti Regione, audizioni in II CCP

L’organismo, presieduto da Braia, ha audito il Direttore FNSI Daquanno e il Presidente Assostampa Basilicata Oliveto

La seconda commissione consiliare, presieduta da Luca Braia (Iv), ha audito oggi pomeriggio, il Direttore FNSI, Tommaso Daquanno, il Presidente Assostampa Basilicata, Angelo Oliveto, in merito all’Ordine del Giorno, approvato dal Consiglio regionale il 19 luglio scorso, sui giornalisti degli Uffici Stampa del Consiglio e della Giunta regionale. Era stata convocata per l’audizione anche la Dirigente generale delle Risorse Umane, Organizzazione e Affari Generali, Maria Carmela Panetta che – ha precisato Braia – “alle ore 14,58, qualche minuto prima della convocazione ha comunicato una sua assenza per motivi di salute”.

Il Presidente Braia ha ricordato quanto era stato chiesto al Governo regionale con l’ordine del giorno, approvato all’unanimità, documento che “ha una valenza politica non perentoria ma che avrebbe potuto innescare meccanismi a tutela dei dipendenti, cosa non avvenuta perché si è proceduti con la trattenuta del quinto dello stipendio sulla mensilità di luglio. L’ordine del giorno sollecitava l’impegno del Governo regionale a convocare un tavolo tecnico per istruire il tema dal punto di vista tecnico e giuridico; sospendere le azioni di recupero, perlomeno fino al giudizio di primo grado previsto per il 23 maggio del 2023 davanti al giudice del lavoro; applicare il nuovo contratto dei giornalisti della pubblica amministrazione approvato il 7 aprile scorso da Aran, FNSI e sindacati, validato dal Governo e dalla Corte dei Conti, così come fatto in altre Regioni italiane; garantire identico trattamento economico anche ai giornalisti che sono rimasti fuori da quanto previsto nei contratti nazionali del settore”.

Il presidente dell’Assostampa Oliveto nel portare i saluti del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata, Mario Restaino, non presente per impegni precedentemente assunti, ha sottolineato “quanto i due uffici stampa siano diventati anelli fondamentali nelle relazioni con i cittadini e i media. Un presidio di professionalità che ha significato e continua a significare garanzia per tutti. I colleghi sono stati impegnati nel quotidiano compito di dar voce ed informare sull’attività delle istituzioni. Un lavoro svolto a volte a ritmi frenetici, senza orari, per consentire una informazione puntuale e tempestiva dei lavori del Consiglio regionale, delle Commissioni consiliari e della Giunta regionale”. “Per una pubblica amministrazione locale – ha affermato Oliveto – l’interlocuzione costante con i mezzi d’informazione è la premessa ineludibile di un corretto e trasparente contatto con i cittadini. E i colleghi, in tutti questi anni, non solo hanno saputo tenere i rapporti con gli operatori dell’informazione regionale e nazionale ma li hanno curati, diventando punti di riferimento affidabili e sicuri per tutte le redazioni giornalistiche. E’per questo che quanto messo in atto dalla Regione appare ancor più incomprensibile. Regione che, limitandosi ad adeguarsi all’iniziativa della Corte dei Conti (maturata in un contesto precedente, ormai superato da leggi e contratti del pubblico impiego), ignorando i diritti maturati dai giornalisti nel corso degli anni, negando ogni confronto con il sindacato e senza il seppur minimo tentativo di difendere il personale che ha svolto e continua a svolgere con professionalità e senso di responsabilità il proprio lavoro, ha chiesto ai giornalisti la restituzione di somme legittimamente percepite su cui si è fatto legittimo affidamento. Regione che non garantisce identico trattamento economico anche ad una giornalista che, pur lavorando nell’ufficio stampa del Consiglio ormai da anni e assicurando gli stessi turni e lo stesso impegno lavorativo, non è equiparata agli altri colleghi non per sua responsabilità ma per lungaggini burocratiche”.
Il Presidente Oliveto ha anche ringraziato Cgil, Cisl e Uil per il sostegno manifestato nei confronti dei giornalisti della Regione Basilicata. “Segno che – ha detto – le vicende di ogni singolo lavoratore non possono non essere all’attenzione del Sindacato tutto”.

La consigliera Dina Sileo del Gruppo misto ha sottolineato “l’assenza degli uffici regionali. Era dirimente la loro presenza rispetto a quanto sostenuto dalla Corte dei Conti. Fondamentale partire dal dato della parifica della CdC. Come Commissione dobbiamo porre dei precisi quesiti alla Dirigente generale: nella sentenza della Corte dei Conti si chiede di recuperare le somme corrisposte sine titolo, di stabilire il quantum, comprendendo anni della mancata parifica dal 2014 al 2017. La Dirigente deve spiegarci quale è la somma da recuperare che è differente da quella stabilita dalla Corte dei Conti che fa riferimento ai contratti esauriti. Perché non vengono scomputate queste somme e caricate sulla trattenuta cautelativa sine titolo; come mai non viene presa in considerazione la sentenza del Consiglio di Stato che fa riferimento al principio della buona fede? Da una prima disanima degli atti emergono alcuni difetti di calcolo e di procedure. Gli uffici competenti devono fornire dati certi che i lavoratori devono poter esibire dinanzi al giudice cui si sono appellati. Alla luce della condotta antisindacale della Regione, denunciata dal sindacato di categoria, ribadisco che il Direttore generale è tenuto a dare risposte, la parte politica può avere delle responsabilità ma è il DG che risponde dal punto di vista della gestione amministrativa e che deve assolutamente evitare il rischio di agire in maniera discrezionale perché ciò sarebbe un grave danno per la stessa Regione”.

Il consigliere Trerotola (Pl) nel condividere quanto sottolineato dalla Sileo ha precisato che “si è di fronte ad un fatto strettamente tecnico più che politico. La vicenda va seguita e gli uffici preposti devono assolutamente risolvere questa questione”.

Il consigliere del M5s, Perrino ha ribadito che “queste questioni si vanno ripetendo come già successo per i medici di medicina generale, all’Asp per gli infermieri e personale O.s.s..Un modus operandi discrezionale dei dirigenti che mal si comprende: perché l’onere complessivo deve ricadere solo sulle spalle dei lavoratori?”

Il consigliere di FdI Piergiorgio Quarto ha ribadito che “l’odg approvato alla unanimità fa comprendere la volontà di tutti nel voler trovare una soluzione alla vicenda. Condivido la proposta del presidente Braia di inviare alla Dirigente generale Panetta il verbale della seduta, nel quale si dovrà ancora una volta ribadire la necessità di istituire un tavolo tecnico per approfondire la questione e andare verso la soluzione del problema relativo alle somme da restituire richieste ai giornalisti e applicare il nuovo contratto. Occorre far presto per evitare che si continui, anche nei mesi futuri, a trattenere dallo stipendio somme rilevanti”.

Il direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Tommaso Daquanno ha ripercorso i punti più importanti della vicenda sottolineando quanto fatto dal legislatore nazionale dopo maggio 2018 e, quindi, dopo l’arrivo della figura del giornalista pubblico, andando a gestire quasi su misura una situazione che riguardava 160 giornalisti in tutta Italia e, cioè quei colleghi che avevano il contratto giornalistico applicato in virtù di leggi regionali vigenti.
Il Direttore ha giudicato “positivo ed ispirato al buon senso l’ordine del giorno del Consiglio regionale, con cui si impegna la Giunta regionale a sospendere le azioni di recupero a carico dei giornalisti evidenziando, altresì, l’urgenza e l’indifferibilità dell’avvio di un tavolo tecnico dove Regione e sindacato dei giornalisti diano seguito a quanto affermato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza 112/2020, nella quale, a proposito dell’ufficio stampa della Regione Basilicata, si indica la soluzione al problema dei giornalisti precedentemente inquadrati nel pubblico impiego con il Contratto giornalistico. Ovvero l’attuazione dell’accordo ARAN del 7 aprile scorso, il quale – dando seguito alla L. 160/2019, legge di Bilancio 2020 – prevede che per i giornalisti, assunti a tempo indeterminato e prima di maggio 2018 presso gli Uffici stampa della Pubblica Amministrazione, ai quali è stato applicato (sulla base di leggi regionali) il contratto giornalistico FNSI-FIEG, si provveda al passaggio dal contrato giornalistico a quello degli enti locali, ma col mantenimento dei trattamenti economici in godimento (maturati col contratto giornalistico), tramite il riconoscimento di un apposito assegno ad personam che, quindi, annulli eventuali perdite economiche derivanti dal passaggio dal contratto giornalistico al contratto dei dipendenti pubblici. Il provvedimento della Corte dei conti Basilicata n. 42/2020, che impone alla Regione il recupero delle somme percepite dai lavoratori a titolo di retribuzione per il lavoro svolto in applicazione di un contratto di lavoro previsto da una legge regionale, appare infatti in contraddizione con quanto disposto dal legislatore nazionale, poi integralmente trasferito nell’atto di indirizzo con cui il Governo ha fornito le indicazioni all’ARAN per la stipula dell’accordo contrattuale del 7 aprile nel quale all’articolo 3, comma 2, si legge che le amministrazioni ‘inquadrano’ i giornalisti nel contratto del pubblico impiego – proseguendo al comma 4 – ai quali è riconosciuto un assegno ad personam, per sanare eventuali perdite stipendiali nel passaggio da un contratto ad un altro. Infatti, quando la Corte costituzionale dice che la norma di salvaguardia introdotta nel 2020 non può valere come ratifica di leggi regionali precedenti, non sostiene l’inefficacia ab origine dei contratti giornalistici stipulati da lavoratori in buona fede ma, ad opinione del sottoscritto, vuole dire che le pubbliche amministrazioni non possono proseguire nella loro applicazione, rinviando – sempre secondo i Giudici della Consulta – alle sede negoziale, quindi all’ARAN, l’individuazione delle opportune soluzioni. Soluzioni che hanno poi preso corpo, appunto, nell’accordo raggiunto definitivamente il 7 aprile scorso tra ARAN, FNSI e con Sindacati del pubblico impiego”. Daquanno ha dato la propria disponibilità a fornire supporto al tavolo tecnico.

Il Presidente Braia, dopo aver assicurato l’impegno massimo sulla vicenda e la volontà di inviare agli Uffici il verbale della seduta con i quesiti formulati durante i lavori “cui dovrà seguire risposta”, si è soffermato sulla questione dei “cedolini teorici, inviati ai giornalisti per la restituzione delle somme percepite, tabelle di difficile lettura. Sarebbe stato più logico inviare dei cedolini reali con tutte le voci che vanno a comporre il salario”.

Hanno partecipato ai lavori della Commissione, oltre al presidente Braia, i consiglieri Trerotola (Pl), Perrino (M5s), Sileo (Gm), Bellettieri (FI), Quarto (FdI), Baldassarre (Idea), Aliandro (Lega).