Arpal Puglia, Emiliano: “Se qualcuna delle assunzioni irregolare, chiunque può impugnarla”

“Stiamo verificando che il principio fondamentale che ispira ogni attività della Regione Puglia, cioè il concorso pubblico, è stato rispettato. Se qualcuna delle assunzioni nelle agenzie interinali non è stata regolare, chiunque ha la possibilità di impugnarla”. Sono le parole del presidente Michele Emiliano sulla polemica che ha travolto l’Arpal, l’agenzia regionale del lavoro, a proposito di una presunta parentopoli portata alla luce dalla Gazzetta del Mezzogiorno e che vedrebbe impiegati nell’agenzia parenti e alleati del direttore generale Massimo Cassano.

E sulla proposta di legge regionale del Partito Democratico per la decadenza di Cassano, Emiliano ha risposto: “Non ho cognizione di una notizia del genere, c’è una discussione aperta sulla possibilità di costituire un consiglio di amministrazione dell’Arpal e quindi poi di individuare un direttore generale e un amministratore delegato all’interno del consiglio”.

Sull’argomento si è espressa anche Fratelli d’Italia attraverso Raffaele Fitto: “Pensate davvero che si possano assumere amici, politici e parenti nell’Arpal solo perché lo decide Cassano?” ha detto Fitto, citando poi anche il caso di Lerario nella protezione civile e puntando anche il dito contro Emiliano, accusandolo di essere a conoscenza di quanto sarebbe avvenuto nell’agenzia.

“Il presidente Emiliano venga in Consiglio regionale e prenda atto del fallimento della sua amministrazione sotto il profilo gestionale e quindi politico”: queste, invece, le parole dei consiglieri regionali della Lega e del segretario regionale Roberto Marti.