Estorsioni mafiose: Dda di Bari chiede 13 condanne ad affiliati clan Parisi

Tredici condanne sono state chieste dalla Dda di Bari nei confronti di altrettanti imputati nel processo di primo grado “Do ut des”. Si tratta di persone ritenute affiliate al clan Parisi, tra i quali cinque imprenditori.

Per altri cinque imputati, invece, sono state chieste tre assoluzioni e due proscioglimenti per prescrizione dei reati.

Il processo riguarda decine di episodi di estorsione ai cantieri edili, fatti imponendo guardianie e carichi di merci da fornitori amici e risalenti agli anni 2010-2015.

I reati contestati sono di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza e infine favoreggiamento.

Tra gli imputati anche Tommy Parisi, cantante e figlio del capo clan Savinuccio, che rischia una condanna a dieci anni di reclusione per associazione mafiosa. La condanna più elevata, 20 anni, è invece stata chiesta per l’imprenditore pregiudicato Emanuele Sicolo, di recente arrestato nell’operazione “Levante” sul presunto riciclaggio di denaro derivante da attività illecite di evasione fiscale e frode sulle forniture di carburante per 170 milioni di euro.

Nel processo “Do ut des” si sono costituiti parte civile il Comune di Bari, Confindustria, Ance, Iaco e l’associazione Antiracket.