Puglia: rinnovabili ostacolate dalla burocrazia: Legambiente presenta la mappa dei 20 luoghi simbolo

Normative obsolete, lentezza nel rilascio delle autorizzazioni, blocchi da parte delle sovrintendenze, norme regionali disomogenee tra loro a cui si aggiungono contenziosi tra istituzioni. A causa di tutto questo le rinnovabili in Puglia faticano a decollare. È quanto emerge dalla fotografia scattata dal nuovo report di Legambiente “Scacco Matto alle rinnovabili. Tutta la burocrazia che blocca lo sviluppo delle rinnovabili favorendo gas e finte soluzioni”. Il dossier racconta venti storie simbolo di blocchi alle fonti pulite. Storie che riguardano tutto il Paese da Nord a Sud, dal Consiglio Regionale del Veneto che ha proposto una legge per limitare il fotovoltaico in aree agricole ai casi dell’eolico offshore di Rimini, Sicilia e Sardegna (Sulcis). E tra i casi della Puglia quello dell’impianto eolico offshore di Taranto, proposto nel 2008 a largo del porto della città e che vede l’avvio dei lavori dopo ben 12 anni di opposizioni, prima da parte della Regione e della sovrintendenza in difesa del bellissimo “paesaggio dell’ex Ilva” e poi dell’Amministrazione tarantina. Sempre a causa delle lungaggini burocratiche.