Basilicata, Piano Strategico regionale e Parità. Perretti: necessari più contenuti specifici relativi a situazione territoriale

Di seguito la nota integrale della Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Basilicata, Margherita Perretti.

Il Piano Strategico 2021/2030 della Regione Basilicata dedica alla questione di genere poco più di una paginetta dal titolo “Azione 3. Politiche per l’occupazione femminile”. Si tratta di una serie di punti che richiamano, in modo più generale, alla Strategia Nazionale per La Parità di Genere, dall’incremento dell’occupazione femminile, ad un potenziamento del welfare e dei servizi integrati per la prima infanzia, fino al sostegno all’imprenditoria femminile.

In Basilicata, su una popolazione di 553.254 unità, le donne sono 281.000, cioè il 50,8% del totale. Eppure, sono presenti in minima parte nei livelli politici ed istituzionali, soffrono un forte squilibrio nella condizione lavorativa e rappresentano la parte di popolazione maggiormente esposta a povertà ed esclusione sociale.
E’ evidente che occorra al più presto riempire di contenuti specifici questa parte del Piano Strategico Regionale, passando dal quadro nazionale ad uno territoriale, che ritragga la situazione della Basilicata e gli interventi più opportuni da mettere in campo nell’ambito delle politiche di genere.

La questione paritaria, insieme al divario generazionale e al divario territoriale, sono le priorità traversali del PNRR e questa trasversalità dovrebbe caratterizzare anche il piano strategico della Regione Basilicata, insieme al potenziamento dei servizi di assistenza e cura all’infanzia, alla terza età e ai disabili per favorire la conciliazione vita-lavoro.

La Basilicata è agli ultimi posti per ciò che attiene i servizi di cura a supporto della genitorialità. I servizi per l’infanzia sono presenti nel 41% dei Comuni potentini e nel 32,3% di quelli materani, a fronte di una media nazionale del 58%. Gli investimenti in infrastrutture sociali e nel welfare di prossimità, inoltre, possono creare nuovi posti di lavoro, con un incremento dell’occupazione soprattutto femminile e una crescita dei consumi, quindi con un effetto moltiplicatore positivo sull’intero sistema economico.

Che risorse la Regione intende stanziare? Se parliamo di approccio trasversale, caratterizzante il PNRR, anche le risorse previste per la transizione digitale ed energetica, per la formazione e per l’imprenditoria femminile, puntano a far in modo che le donne possano competere alla pari per accedere a tutti fondi del PNRR.

In Basilicata, nonostante fondi ed agevolazioni per la nascita di startup innovative a carattere femminile, si rileva una scarsa partecipazione ai bandi da parte delle donne e le imprese “rosa” rappresentano solo l’11% del totale. La nuova opportunità da far conoscere ed incentivare è rappresentata dal pacchetto di misure promosso dal Governo che ha integrato le risorse a sostegno dell’imprenditoria femminile con 400 milioni di euro previsti dal PNRR. Occorre svolgere, insieme ai corpi intermedi e alle associazioni di categoria, un’azione informativa su tutto il territorio regionale.

Il PNRR ha previsto per gli asili nido, che con la manovra 2022 rientreranno nei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), 4,6 miliardi complessivi, con una quota vincolata per il Sud del 55%. Entro il 2027 bisognerà raggiungere il 33% di copertura su tutto il territorio nazionale. Ma la Basilicata, oltre alla costruzione di nuovi nidi, necessita di una nuova legge regionale, risalendo al 1973 quella attualmente in vigore, e dello stanziamento in bilancio di maggiori risorse finanziarie per poter abbassare le rette.
Una delle misure che il Governo ha inserito nel PNRR tra le politiche del lavoro, è la certificazione di parità, attribuita alle aziende per attestare le misure concrete adottate dai datori di lavoro per ridurre i divari su opportunità di crescita, parità salariale a parità di mansioni, gestione delle differenze di genere e tutela della maternità: le imprese che la avranno otterranno uno sconto dell’1% sui contributi da versare.

Non si parla, nel piano strategico regionale, di politiche attive del lavoro rivolte specificamente alle donne, che sono invece indispensabili per l’incremento quali-quantitativo dell’occupazione femminile, strettamente legate alla formazione delle competenze adeguate. E’ di fondamentale importanza attivare politiche regionali ed interventi mirati in questo ambito, per evitare part-time involontario, precariato, dimissioni causa maternità, insomma tutta una serie di rigidità che penalizzano le donne e portano ad un’elevata disoccupazione femminile.

Molto interessante ed innovativo l’accenno a progetti di Housing Sociale, una formula abitativa che ha l’obiettivo di garantire l’integrazione sociale ed il benessere abitativo e si rivolge a quelle aree sociali considerate più bisognose, anziani, disabili, immigrati, lavoratori precari, ma anche donne vittime di violenza o, in condizioni di marginalità sociale. Potrebbe essere istituito un Fondo regionale come già in altre regioni del Settentrione.

La nostra richiesta al Governo regionale, come Commissione Pari Opportunità, è l’istituzione di un tavolo o cabina di regia, composto da una rappresentanza regionale, dagli organismi regionali di parità e dalle rappresentanze datoriali e sindacali, che possa monitorare, in modalità “work in progress”, l’impatto di genere di ogni attività di applicazione del Piano Strategico Regionale, le ricadute in termini occupazionali e di sistema del welfare. Le risorse non mancano, ma occorre garantire che il loro utilizzo consenta di realizzare, finalmente, anche nella nostra Regione un’effettiva democrazia paritaria.