Concluso il confronto tra Sogin e Regioni. Puglia e Basilicata insistono per il No al Deposito nucleare

Sogin ringrazia per le osservazioni

Si è concluso nel tardo pomeriggio il lungo confronto tra Sogin e i rappresentanti di Puglia e Basilicata nel dibattito partecipato per l’individuazione delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il Deposito dei rifiuti nucleari. In tutto sono 30, di cui 22 dalla Basilicata e 9 dalla Puglia, le osservazioni fatte pervenire alla Sogin, in gran parte per smentire il lavoro fatto dalla Sogin stessa nella composizione della Cnapi, la Carta per l’individuazione delle aree potenzialmente idonee.
Le conclusioni della giornata sono state affidare a Fabio Chiaravalli, Direttore del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico di Sogin, che ha elogiato il lavoro svolto da entrambe le Regioni da cui è emerso che “i rilievi pervenuti segnalano un difetto di istruttoria dell’iter di localizzazione del Deposito Nazionale, in relazione al mancato aggiornamento della valutazione ambientale strategica”.
Chiaravalli ha assicurato che tutti i rilievi “costituiscono un arricchimento della base conoscitiva e integrano le descrizioni preliminari fornite nelle Relazioni d’Area pubblicate a corredo della CNAPI”.
Un finale sorridente, dunque, per una giornata cominciata con i due assessori regionali Gianni Rosa a Anna Grazia Maraschio, sul piede di guerra, entrambi decisi a rimarcare la “non congruenza con la realtà dei dati riportati nella Cnapi” e decisi a difendere il patrimonio paesaggistico e culturale di Puglia e Basilicata, Regioni ricche di parchi naturalistici e siti archeologici tutelati da specifici provvedimenti ministeriali e regionali, evidentemente non compatibili con la realizzazione di un Deposito Nucleare.
A poco sono serviti gli interventi di Nadia Cipriani, per l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e di Nadia Cherubini, presidente Nucleco, per spiegare la valenza del progetto a l’assoluta necessità nazionale di procedere alla realizzazione del Deposito.
Dai territori, per voce di sindaci, rappresentanti delle Istituzioni locali e delle associazioni è arrivato un secco e chiarissimo No.