Foggia, convegno sull’antimafia, organizzato dall’Università. Presenti Don Ciotti e De Raho

Il mondo delle mafie e quello della politica spesso sono uniti da un doppio filo, fatto di interessi, accordi e compromessi che ricadono irrimediabilmente sulle spalle dei cittadini di una comunità.

E’ quanto è emerso dal convegno sull’antimafia organizzato a Foggia dall’Università, al quale hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho e don Luigi Ciotti. Quest’ultimo ha parlato di una vera e propria osmosi che in alcuni ambienti si crea tra le mafie e il mondo della politica, le prime, “per fare i propri affari – ha dichiarato – hanno sempre cercato collusioni ed hanno sempre cercato di creare osmosi con i politici. Ci vuole un cambiamento vero – ha poi aggiunto don Ciotti – non un adattamento”. Secondo il fondatore dell’associazione Libera per sconfiggere le mafie “ci vuole una grande risposta culturale perché la cultura è responsabilità. Ci vuole una risposta educativa e di politiche sociali. Abbiamo problemi del lavoro, della casa – ha rilevato – c’è il problema di creare quelle condizioni per creare dignità e libertà alle persone”. Il procuratore de Raho ha invece tracciato un bilancio della situazione attuale che vive la Capitanata: “E’ certamente preoccupante quel che si legge nella relazione che ha portato allo scioglimento del Comune di Foggia, in particolar modo la continuità che esiste in materia di amministrazione pubblica, sindaco e amministratori. Ben 15 amministratori coinvolti nelle recenti indagini giudiziarie erano stati già eletti nel 2014”. Per il procuratore nazionale antimafia “Pensare oggi ad un condizionamento, verificarlo in relazione a soggetti che hanno mantenuto la carica fin dal 2014, evidenzia le esigenze di un ulteriore intervento, ovvero quello di accompagnare la Pubblica amministrazione nella piena osservanza delle regole in modo che condizionamenti e infiltrazioni di questo tipo non ci siano più”.