Agricoltura: Cia Basilicata, produzione pomodoro -20%

“La produzione di pomodoro da industria in Basilicata, che è stimata in un milione e 200 mila mquintali, subirà una perdita di circa il 20 per cento a causa del caldo torrido, della carenza di acqua, della concentrazione della raccolta in pochi giorni, della manodopera inadeguata e della mancanza di autotrasportatori”: il grido di allarme è stato lanciato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) della Basilicata.

I produttori di pomodoro dei Comuni dell’Alto Bradano, nel Potentino, hanno espresso preoccupazione confrontando le previsioni attuali con il raccolto della scorsa stagione: “La produzione del 2020 – è scritto in una nota – si chiuse con un incremento dei quantitativi conferiti all’industria conserviera nazionale dell’otto per cento rispetto al 2019 e nel 2020, furono conferiti circa 5,16 milioni di tonnellate di pomodoro fresco”.

Antonio Nisi, dirigente Cia, ha definito la stagione “anomala ed eccezionale”, tale da “richiedere l’attivazione del fondo di solidarietà per indennizzi. Al caldo – ha sottolineato – si aggiunge la difficoltà di raccogliere il prodotto in poco tempo determinando di fatto una situazione di intasamento presso gli stabilimenti di trasformazione. Quello che facevamo in dieci giorni adesso ci viene chiesto di farlo in tre”.

“La situazione dei servizi irrigui nell’intera area della provincia di Potenza che interessa Lavello, Melfi e la zona dell’Alto Bradano – ha evidenziato il dirigente Cia Basilicata, Alessandro Petruzzi – rischia di avere conseguenze pesanti sulle produzioni ortive. Gli imprenditori agricoli assistono impotenti ad un’autentica e ingiustificata sottrazione della risorsa irrigua”.
Per la Cia, insomma, “il quadro è paradossale e penalizzante con turnazioni e distribuzione di quantitativi di acqua insufficienti anche se le dighe sono piene. La più forte contraddizione – hanno concluso i dirigenti della confederazione – è che in questa estate l’acqua invasata c’è e contestualmente si rischia di perdere prodotto e reddito”.