Terzo settore, famiglia e coprogettazione: la ministra Bonetti a Latronico

Il terzo settore nella programmazione territoriale in materia di famiglia ed educazione, merita un ruolo che non sia semplicemente di affiancamento o di sostegno alle comunità territoriali ma che sia protagonista nei sistemi di coprogettazione per creare una rete sociale concreta. Si è parlato soprattutto di questo nel convegno dal titolo “La famiglia fondamento di una società equa e solidale”  tenutosi a Latronico, nel parco terme, assieme alla Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti, che prima ha recepito le istanze provenienti dal territorio in una serie di incontri operativi e poi ha partecipato ad un convegno incentrato sul tema della famiglia, assieme, tra gli altri, al Presidente della Regione Bardi e al vescovo Orofino.

 

 

Di seguito l’intervento del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.

“Un saluto a tutti i presenti e al sindaco di Latronico, Fausto De Maria, che ringrazio per aver organizzato questo incontro. Consentitemi di salutare in modo speciale la ministra per le pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, e di ringraziarla non solo per essere qui con noi, ma anche per il grande impegno profuso proprio a sostegno della famiglia.

Sono molto felice di partecipare a un incontro come questo di grande interesse e attualità. La famiglia rappresenta in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, e ancor di più in una regione come la Basilicata, che ancora si mantiene in linea con i dati nazionali, il nucleo intorno a cui ruota l’organizzazione della nostra società.

Ricordo a tal proposito l’art.29 della Costituzione italiana: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

La famiglia così intesa – come sottolineato in più occasioni anche da Papa Francesco, in particolare nella Enciclica Caritas in veritate,44, – rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta. Le conseguenze, positive o negative, delle scelte di carattere culturale, anzitutto, e politico riguardanti la famiglia toccano i diversi ambiti della vita di una società e di un Paese: dal problema demografico – che è grave per tutto il continente europeo e in modo particolare per l’Italia e inizia a esserlo anche in Basilicata – alle altre questioni relative al lavoro e all’economia in generale, alla crescita dei figli, fino a quelle che riguardano la stessa visione antropologica che è alla base della nostra civiltà”.

E questa concezione non ha a che fare solo con i credenti, ma con tutti i cittadini che hanno a cuore gli interessi del Paese.

La famiglia rappresenta il primo luogo educativo per i nostri figli, è un luogo dove si sviluppano generosità, condivisione, responsabilità e dove si viene chiamati a superare ogni logica individualistica che purtroppo caratterizza la nostra società moderna.

Sostenere la famiglia ha quindi un grande valore politico, sociale ed economico e, soprattutto, significa incoraggiare uno sviluppo equo e solidale.

Bene ha fatto, pertanto, il Governo Draghi ad aver approvato il cosiddetto Family Act, un disegno organico di misure pensate per le famiglie con figli con diversi interventi e campi di applicazione.

Un provvedimento voluto con coraggio e determinazione proprio dalla ministra Elena Bonetti e che non può essere visto solo, seppur importante, con l’assegno mensile per ogni figlio a carico, ma questa iniziativa va vista come un ampio complesso di norme che ha l’obiettivo di mettere al centro la famiglia e di valorizzare la sua funzione.

Anche la Regione Basilicata sta facendo la sua parte.

In Basilicata, secondo i dati Istat, vivono 235.808 famiglie, lo 0,9 per cento del totale nazionale, con una dimensione media di 2,4 componenti, leggermente superiore rispetto al dato nazionale (di 2,3 componenti).

Il Governo regionale, spinto anche dalla drammatica situazione che si è venuta a determinare per la pandemia, ha messo in campo misure importanti per il sostegno delle famiglie vulnerabili come il bando che sostiene percorsi di accompagnamento a persone in particolari condizioni di vulnerabilità e fragilità sociale.

Al momento sono stati finanziati 28 progetti con un investimento di 3,7 milioni di euro. Ma contiamo di allargare la platea con altri investimenti.

Purtroppo in taluni casi la famiglia può trasformarsi in un luogo della sofferenza per mancanza di lavoro, per la difficoltà di avere una casa, o per la crisi coniugale.

A tal proposito segnalo le recentissime azioni messe in campo dal governo regionale per sostenere i coniugi separati in condizioni di difficoltà economica.

Sono solo alcuni dei provvedimenti che abbiamo realizzato a sostegno della famiglia proprio perché crediamo – come recita il titolo di questo incontro – che ‘la Famiglia è il fondamento di una società equa e solidale’.

E oggi, in un contesto come quello che stiamo attraversando, sentiamo ancora di più il bisogno di una società equa e solidale, superando gli individualismi e ragionando sempre in termini di comunità”.