Protesta disabili Bari: assessora Barone, richieste accolte

“Tutte le richieste delle associazioni dei disabili sono state accolte”. Lo assicura in una nota l’assessore al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, in merito alla protesta di un gruppo di disabili a Bari. Per tre giorni alcune associazioni hanno manifestato davanti alla sede della Presidenza della Regione Puglia. “A chi ha manifestato dico di tornare a casa, – scrive la Barone – per non continuare a mettere a rischio la propria salute”.

L’assessora ha ribadito quanto detto durante una diretta facebook, cioè che “non è possibile una variazione nell’assestamento di bilancio, come richiesto dalle associazioni” ma – afferma – “il contributo Covid sarà prorogato, come abbiamo già detto più volte e resterà di 800 euro, più alto rispetto ad altre Regioni”. “So che in queste ore stanno circolando messaggi che dicono il contrario – prosegue – per invitare altre persone a scendere in piazza, ma non è così: daremo seguito agli impegni presi come abbiamo fatto finora. Per quello che riguarda i progetti di vita indipendente lo ribadisco ancora: sono stati rispettati gli impegni presi nell’incontro dello scorso 15 giugno, con l’istituzione del fondo di garanzia per rendere accessibile la misura anche in assenza della polizza fideiussoria, in modo da non escludere nessuno. Fondo che potrà essere rifinanziato”.

Il gruppo di disabili ha chiesto anche di poter parlare direttamente con il governatore Michele Emiliano: “Non abbiamo energie infinite – scrive su facebook Luigi Gariano, uno dei cinque disabili che ha “occupato” la sede regionale – restare a lungo in carrozzina può procurare seri problemi di salute. Non vogliamo impietosire nessuno ma è bene che chi di dovere sappia come stanno le cose. Quello che richiediamo sono dei sacrosanti diritti fondamentali della vita delle persone”. Tra le richieste principali la consegna rapida degli ausili e uniformità a livello regionale, “assistenza infermieristica domiciliare adeguata ai bisogni”; proroga dell’assegno di cura fino a dicembre” e sui “progetti di vita indipendente, bisogna – affermano – togliere il fondo di garanzia, semplificare le procedure per rendere facilmente accessibile il contributo come succede in altre regioni”.