Ex Ilva, Bellanova: “Non possiamo permetterci che Taranto diventi una seconda Bagnoli”

“La magistratura faccia rapidamente il suo corso. Ma nel frattempo si vada avanti con il risanamento ambientale”: così la viceministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Teresa Bellanova, nel corso di un collegamento in diretta con RaiNews 24. Bellanova ha commentato la sentenza di primo grado della Corte d’Assise di Taranto nell’ambito dell’inchiesta ‘Ambiente Svenduto’, dichiarando che il governo non può permettersi che Taranto diventi una seconda Bagnoli.

“Per troppo tempo in troppi a Taranto – ha proseguito Bellanova – si sono colpevolmente distratti e si sono voltati dall’altra parte. Un sistema di connivenze e collusioni come quello tratteggiato dai giudici – ha evidenziato la viceministra – non può reggersi se non in questo modo”. Questo conferma quanto fosse giusto e necessario modificare radicalmente lo stato di cose come noi – ha dichiarato Bellanova a margine del suo intervento – avevamo iniziato a fare con l’amministrazione straordinaria, il passaggio verso un’altra proprietà, gli investimenti finalizzati al risanamento e all’ambientalizzazione”.

Sulla sentenza riguardante l’ex Ilva che ha visto, tra le altre, le condanne in primo grado dei Riva e dell’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è intervenuto anche il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo a un webinar di PwC Italia. “Dobbiamo aspettare la sentenza che arriva del Consiglio di Stato e capire cosa succede”, ha dichiarato Cingolani, che poi ha aggiunto: “Taranto va tutelata a tutti i costi, però le sentenze ci diranno che cosa succederà: per me prima viene la salute, poi viene il Pil, poi viene il resto”. Il presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana, in una intervista rilasciata all’ANSA ha dichiarato “su Taranto e l’ex Ilva si giocano le sorti del governo italiano” e “al di là della questione giudiziaria”, ora “è fondamentale pianificare una politica dell’acciaio sostenibile”. Per Fontana sono tre i temi che il governo dovrà affrontare: “Sostenibilità del piano industriale a livello economico, nodo occupazionale e questione ambientale”.