Scorie nucleari: il Consiglio comunale di Matera dice “no”

MATERA. C’è l’unanimità ( 32 voti favorevoli) a negare ogni possibilità di realizzare un deposito di scorie nucleari in Basilicata anche da parte del Consiglio comunale di Matera.
Dopo la Regione Basilicata, l’Anci, le Province, l’assise materana in seduta straordinaria ha fornito un coro di “no” approvando un apposito documento.

E’ stato, dunque, deliberato, di dichiarare la totale contrarietà all’individuazione della regione Basilicata come sede di Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico così come ipotizzato dalla proposta di Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (Cnapi) ; di ritenere denuclearizzato il territorio; di dare mandato al sindaco a produrre tutte le osservazioni utili a comprovare l’inidoneità del Comune di Matera , di supportare i governi regionali di Basilicata e Puglia nella messa in campo delle conseguenti azioni e di interlocuzione col governo nazionale, e di rappresentare gli interessi del Comune di Matera in qualunque sede.

Il provvedimento è immediatamente esecutivo.

“Il territorio – ha detto l’assessore all’Ambiente Lucia Summa – paga già il suo prezzo nel settore energetico, con le estrazioni petrolifere e con l’impianto Itrec della Sogin di Rotondella “.

“Una presa in giro i 60 giorni per presentare le osservazioni” – ha sottolineato il consigliere Doria. “Troppo pochi. Dobbiamo dimostrare scientificamente e geologicamente che le zone lucane individuate sono inidonee. Valutazioni che possono essere avanzate solo da un pool di esperti – come quello che si sta costituendo in Puglia”.

“Non c’è niente di più bello che condividere una battaglia comune” – ha detto il sindaco Domenico Bennardi. “Oggi siamo chiamati a produrre osservazioni, ma sto tentando una strada parallela: il parco dell’ Alta Murgia si candida a geoparco dell’Unesco e il percorso è avviato. Le analogie col territorio materano ci permettono di ipotizzare un coinvolgimento nel progetto con ampliamento dei confini. Ciò significa che, automaticamente, non avremmo il deposito per i rifiuti radioattivi”.