Covid19, verso ulteriori strette per le feste natalizie: presto la decisione del governo

Intanto Altamura e Gravina in Puglia tornano zone gialle come gli altri 18 comuni del Foggiano e della Bat

Erano le ultime due città pugliesi in zona arancione. Altamura e Gravina in Puglia tornano gialle, insieme agli altri 18 comuni per i quali il presidente della Regione Emiliano aveva deciso misure più restrittive. A Gravina, come sottolinea il sindaco Alesio Valente, dal 30 novembre al 6 dicembre c’è stata una riduzione dei casi del 40%. Ma non basta, dice il primo cittadino, che invita ancora alla prudenza, perché la situazione resta sempre seria e delicata. Passando in zona gialla, anche nelle due città della murgia barese le attività di ristorazione possono riaprire, fino alle 18, anche se fino al 22 dicembre restano in vigore le ordinanze sindacali che riguardano la sospensione della didattica in presenza in tutte le scuole, la chiusura di parchi, cimitero, mercato e piazze. E “chiusura” sembra essere la parola chiave per le prossime festività natalizie, questa volta a livello nazionale. In Italia si continuano a sfiorare i 500 morti al giorno per Covid e così il governo ha annunciato ulteriori strette per le giornate clou di dicembre. L’obiettivo è scongiurare il rischio di contagio rendendo impossibili gli assembramenti da shopping, dopo le scene che si sono viste negli ultimi giorni in tutte le grandi città. L’obiettivo è solo uno: evitare una terza ondata con l’inizio del nuovo anno. Una decisione arriverà entro 48 ore. È in corso un’interlocuzione con il Comitato tecnico scientifico, che ha fatto trapelare la necessità di misure più rigorose.

L’ipotesi è quella di una zona rossa nazionale nei giorni festivi e prefestivi – un lockdown di fatto -, dalla vigilia a Santo Stefano, da San Silvestro a Capodanno, solo con i servizi essenziali aperti. Oppure quella – più probabile – di una sorta di grande zona arancione, con i negozi aperti e i ristoranti chiusi. E con il coprifuoco anticipato alle 18 o alle 20. L’unica certezza è che ulteriori misure ci saranno, con l’unica deroga forse degli spostamenti tra piccoli Comuni entro un certo numero di chilometri. Non tutti, tra le forze di governo e nella stessa maggioranza, sono d’accordo. A parlare però sono gli esperti. Le analisi del Cts sono chiare e univoche: “Bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai”.