La Conferenza delle Regioni sul nuovo Dpcm: stupore e rammarico per il metodo del Governo

I governatori: “superfluo pronunciarsi dopo forti limitazioni a spostamenti”

Il premier Giuseppe Conte, secondo quanto si apprende, si è collegato alla riunione della Conferenza Stato-Regioni. Il premier è intervenuto al termine della discussione su una serie di provvedimenti ordinari ed ora è in corso un confronto con i presidenti e i ministri Speranza e Boccia

“Stupore e rammarico” per il metodo con cui il governo ha approvato il decreto che fissa le regole per gli spostamenti a Natale.

Lo afferma la Conferenza delle Regioni sottolineando che le “forti limitazioni” imposte a “spostamenti e relazioni sociali” dal 21 dicembre al 6 gennaio “rende di fatto pleonastico il pronunciamento su parti essenziali del Dpcm”.

I governatori contestano in particolare il “mancato confronto istituzionale” e sottolineano che nei provvedimenti “non si fa riferimento alcuno” ai ristori promessi dal governo per le attività che saranno sospese.

Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.

Un mancato confronto, dicono ancora i governatori che “non ha consentito di portare all’individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”. Quanto ai ristori, la Conferenza sottolinea infine che né nel decreto legge né nel Dpcm “si fa riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni e/o chiusure, più volte richieste dalle regioni e dalle province autonome”.