Scuola, in Conferenza unificata Stato – Regioni via libera al piano sul trasporto pubblico scolastico

La scorsa settimana in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti locali, tenuta a Taranto col ministro Boccia in videoconferenza è stato approvato il parere sul documento dell’Istituto Superiore di Sanità per la gestione dei contagi nelle scuole, il nodo del trasporto pubblico ha richiesto un maggiore approfondimento e per questo lunedì si è tenuto un incontro dedicato.

Il via libera al nuovo piano è arrivato in serata, prevede l’aumento della capienza massima dei mezzi all’80%, aumentando i posti a sedere e una maggiore riduzione di quelli in piedi.

Un limite che potrà essere superato, arrivando quasi al 100%, installando “separazioni removibili” tra i sedili, come si legge nelle linee guida. La capienza massima, inoltre, potrà essere raggiunta per i tragitti che non superino i 15 minuti. I mezzi, sui quali bisognerà continuare ad indossare la mascherina, dovranno essere forniti di dispenser per l’igienizzazione e dovranno essere sanificati garantendo un ottimo ricambio d’aria.

Il governo, inoltre, stanzierà nella legge di Bilancio 200 milioni per le Regioni e 150 per Comuni e Province per i servizi aggiuntivi di trasporto ritenuti indispensabili per l’avvio dell’anno scolastico.

“La volontà di fare il bene dei nostri ragazzi ha fatto superare polemiche e ostacoli e permesso di raggiungere un obiettivo fondamentale: permettere a tutti gli studenti di arrivare a scuola e di farlo in sicurezza” ha detto il ministro per gli Affari regionali dopo l’incontro “Quando tutti i soggetti che hanno responsabilità su questi temi si impegnano in modo unitario i problemi si risolvono. La conferenza Unificata termina quindi in modo positivo ed è per me motivo di profonda soddisfazione. Anche perché sono stato sempre convinto della possibilità di una proficua conclusione”.

La prova del nove è in programma il 14 settembre, quando suonerà la prima campanella ufficiale per tutte le scuole. O quasi. Le Regioni, infatti, procedono in ordine sparso, con Campania, Abruzzo e Basilicata orientate a far slittare la data di inizio delle lezioni (come deciso già da Friuli, Sardegna, Puglia e Calabria), anche per agevolare le operazioni elettorali in programma il weekend del 21 settembre.