ArcelorMittal, Usb denuncia incendio in acciaieria: “Per fortuna nessun ferito”

Usb Taranto: “Ennesimo episodio. Ma le nostre segnalazioni finora non hanno trovato riscontro”

 

Fiamme nell’acciaieria 2 dello stabilimento siderurgico di Taranto. Questa volta, per fortuna, l’incendio non ha causato danni ai lavoratori. A denunciare l’accaduto, il coordinamento esecutivo del sindacato Usb di Taranto che ha parlato del cedimento della cappa mobile all’interno dell’acciaieria. “A generare situazioni di rischio come quella di cui parliamo – si legge nella nota dell’unione sindacale di base – è l’assenza totale di manutenzione in tutti i reparti dello stabilimento siderurgico, problematica che l’Usb di Taranto solleva ormai da 20 mesi.”. “Ma le nostre segnalazioni – continua la nota – finora non hanno trovato riscontro. Inutile è stato anche denunciare le mancanze agli organi ispettivi, intervenuti solo di rado. Il Governo peraltro conosce molto bene la situazione che si vive all’interno della fabbrica, ragion per cui ci aspetteremmo una decisa presa di posizione di fronte ad una multinazionale che non ha alcun rispetto neanche della vita umana”. “Chiediamo ancora e sempre con maggiore convinzione – sottolinea l’Usb – un intervento chiaro da parte del Governo. Non aspettiamo che accada l’irreparabile”.

“Va inoltre evidenziata – conclude il sindacato – l’esigenza di prevedere nell’accordo di programma, per noi indispensabile per avviare la riconversione economica, un risarcimento per tutti i lavoratori puntualmente esposti a rischi seri”. E a proposito del piano per ArcelorMittal, interviene la Fiom Cgil, in una nota di Francesco Brigati, componente della segreteria. “La vertenza ex Ilva, – dice Brigati – ancora ad oggi, è in bilico e senza un percorso ben definito dal governo, che anzi sembra traccheggiare in assenza di un piano industriale e ambientale che possa rilanciare seriamente lo stabilimento siderurgico di Taranto”. “Si continua a vivere – aggiunge – una fase di incertezza all’interno dello stabilimento siderurgico. Infatti, ci sono migliaia di lavoratori collocati in cassa integrazione e le attività manutentive, su impianti che richiederebbero una programmazione di interventi in alcuni casi anche strutturali, sono ferme”.