Coronavirus, Asl Bari paga acconto indennità Covid ai dipendenti. Ma è polemica con i colleghi tarantini

Nel capoluogo salgono i casi in isolamento, mentre le scuole si preparano alla riapertura

 

Un passo avanti che però sembra destinato a innescare altre polemiche. La Asl Bari, in merito al pagamento dell’indennità Covid agli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Coronavirus tra il 15 marzo e il 15 maggio, ha comunicato alle organizzazioni sindacali che “nella busta paga di agosto è stato corrisposto come mero titolo di acconto il 50 per cento della indennità, rispetto ai turni effettivamente svolti e sulla base della valorizzazione della fascia attribuita” al reparto. Lo comunica l’azienda sanitaria dopo le polemiche sollevate da Fratelli d’Italia ieri sul mancato pagamento del “premio” Covid a medici e infermieri.

“L’erogazione – dice l’Asl – ha interessato 5.081 dipendenti del personale del comparto e 1.502 dipendenti per un totale di 6.583 persone, in servizio tra il 15 marzo e il 15 maggio. Se in alcuni casi ci sono stati eventuali errori nell’attribuzione dell’acconto, le posizioni saranno sanate nella prossima busta paga di settembre, laddove l’azienda dovesse riscontrare eventuali imprecisioni”.

Ma ci sono già polemiche con i colleghi di Taranto, Brindisi e Lecce che sostengono di ricevere meno della metà degli operatori sanitari baresi. Nel frattempo a Bari città cresce la preoccupazione per l’aumento dei casi: sono sei i pazienti in terapia intensiva al Policlinico, mentre sono 129 le persone in isolamento, di cui il 22% nel centro del capoluogo. Le scuole intanto si preparano allo screening con 26mila test a disposizione di docenti e personale. Sempre in attesa di regole chiare per la riapertura delle aule.