Covid-19, i dati dell’Inail: in Puglia oltre 1200 denunce per infortunio sul lavoro

Per un terzo si tratta di medici e operatori sanitari. Pino Gesmundo, segretario della Cgil Puglia: “ Ha pesato l’iniziale assenza di dispositivi di protezione individuale”

 

In Puglia sono oltre 1200 le denunce di infortunio sul lavoro causa Covid19, di cui 10 con esito mortale. E per tre quarti si tratta di medici e operatori sanitari. A darne notizie, il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, in riferimento agli ultimi dati diffusi dall’Inail. “Ha pesato l’iniziale assenza di dispositivi di protezione individuale nelle strutture sanitarie. – commenta Gesmundo, che auspica: “Ora continui la formazione per i lavoratori rispetto ai rischi e alle tutele”. Secondo i dati forniti dall’Inail, ad essere colpiti sono soprattutto i lavoratori over 50. “Il dato relativo ai rimanenti luoghi di lavoro – dichiara il segretario – se parametrato ai 4.500 casi ad oggi confermati nella regione fa emergere come i protocolli sanitari promossi da sindacati, istituzioni e parti datoriali, insieme al sistema di prevenzione della Regione, siano stati efficaci nel limitare e contenere i focolai all’interno delle aziende”. “Adesso – conclude Gesmundo – siamo impegnati in una campagna di formazione e informazione con il patronato Inca Cgil affinché i lavoratori sappiano che è loro diritto denunciare il contagio da Covid19 come infortunio sul lavoro, accedendo agli indennizzi economici per i periodi di non lavoro e alla valutazione degli eventuali postumi provocati dal virus”.