Scuola, enti locali allo scontro con il Governo: “Servono fondi e personale per riaprire a settembre”

Anci e UPI: “Necessari emendamenti al Dl Rilancio per soddisfare le nostre richieste”

 

Da un lato la Conferenza delle Regioni che minaccia lo stop alle relazioni istituzionali se non si troveranno due miliardi per sostenere le spese regionali, dall’altra Comuni e Province che pressano per avere fondi per la scuola. E’ un momento difficile nelle relazioni tra Governo ed enti locali, come conferma anche lo stallo delle trattative sulla ripresa delle lezioni a settembre.

 

“La discussione in Conferenza Unificata sul Piano scuola è slittata a domani ma Comuni, Province e Città metropolitane hanno delle richieste chiare che sono prioritarie e su cui ci attendiamo risposte dal Governo”, dicono i presidenti Anci e Upi Antonio Decaro e Michele de Pascale.

 

“Servono risorse per fare gli interventi necessari ad assicurare la sicurezza nelle scuole e abbiamo bisogno di personale altrimenti non saremo in grado di assicurare i servizi educativi. Senza queste risposte, che sono essenziali per permettere la riapertura delle scuole, ANCI e UPI non potranno dare intesa sul Piano scuola”.

 

Richieste che ANCI e UPI chiedono siano trasformate in emendamenti del Governo al decreto Rilancio per assegnare in maniera diretta a Comuni, Province e Città metropolitane i 400 milioni previsti per il 2020 nel fondo COVID19 del Ministero dell’Istruzione e norme per il rafforzamento degli organici degli educatori, degli insegnanti e del personale ausiliario anche  attraverso assunzioni del personale per i servizi scolastici a tempo determinato.

 

“Certo – chiariscono Decaro e de Pascale – il Piano scuola che oggi ci aspettavamo all’esame della Conferenza Unificata è stato oggetto di un confronto serrato tra Ministero, ANCI, UPI  e Conferenza delle Regioni. Non vorremmo domani trovarci di fronte ad un altro documento, senza che ci sia data la possibilità di discuterne. La riapertura delle scuole di ogni ordine e grado con didattica in presenza all’avvio del nuovo anno scolastico deve essere considerato l’obiettivo prioritario di tutte le istituzioni del Paese, ma è una responsabilità che deve essere condivisa. Non può certo essere gettata tutta sulle spalle di Comuni, Province e Città metropolitane”.