Caso Floyd, a Matera la manifestazione “Lasciateci respirare”

Tra le prime città d’Italia ad unirsi al coro del dissenso antirazziale

 

Le vite dei neri contano, nessuna libertà finchè non saremo uguali, la giustizia non può aspettare, stop alla violenza, lasciatemi respirare, non riesco a trovare la speranza di credere se non si porrà fine all’odio. Sono soltanto alcuni dei cartelli in lingua inglese mostrati dai ragazzi ieri in piazza San Francesco sull’onta di quell’ormai celebre I can’t breathe, “Io non posso respirare”, che ha fatto il giro del mondo.

 

Matera tra le prime città d’Italia ad unirsi al coro antirazzismo che ha scatenato la vicenda di George Floyd: l’uomo di colore soffocato fino alla morte, dalla pressione sul collo esercitata con violenza dal ginocchio di un agente di polizia, in quel di Minneapolis negli Stati Uniti. Un atto di repressione fuori dal tempo, ammesso e non concesso che siano le epoche storiche a determinare la legittimità o meno di un gesto così deplorevole, ma sicuramente un tipo di vicenda a cui pensavamo di non dover più assistere perché archiviate nel passato delle vergogne.

 

All’iniziativa promossa dalla studentessa Elena Esposito hanno aderito con tanto di cartelli in lingua inglese diversi giovani ragazzi e nel pieno rispetto del distanziamento sociale imposto dalla vigente normativa sanitaria anti covid 19. Si è trattato di un flash mob, un atto di solidarietà e di sensibilizzazione della comunità materana a riguardo del tema del razzismo e dell’abuso di potere in generale. «A Matera – ha dichiarato Elena – non ci sono episodi di razzismo o comunque siamo una comunità molto sensibile a questo argomento ma è importante continuare ad esser nonostante questo tema non ci tocchi da vicino».