Fase 2. La Conferenza Episcopale Italiana contro il governo. Replica Conte: “Studieremo un nuovo protocollo”. Consentiti, intanto, i funerali

 

Il premier Conte annuncia che il 1 giugno riapriranno parrucchieri e centri estetici mentre, per quanto riguarda le funzioni religiose, sarà necessario un supplemento di indagine. Dura nota della Conferenza episcopale italiana, finita la conferenza stampa, contro le decisioni del governo. I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”. Così la Cei nella nota dal titolo “Il disaccordo dei vescovi” sui contenuti del Dpcm sulla ‘Fase 2’ . Difficile – scrive in un editoriale il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio  – far capire perché si potrà tornare in fabbriche e in uffici, entrare in negozi piccoli e grandi di ogni tipo, andare in parchi e giardini e invece non si potrà partecipare alla Messa domenicale. Sarà difficile perché è una scelta miope e ingiusta. E i sacrifici si capiscono e si accettano, le ingiustizie no”.

 

La Presidenza del Consiglio, intanto, ha preso atto della comunicazione della Cei. Già nei prossimi giorni – fa sapere – si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza. Nel frattempo vengono consentiti i funerali ma solo con “l’esclusiva partecipazione di parenti di primo e secondo grado e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive e rispettando rigorosamente le misure di distanziamento sociale”.