Il vissuto e il valore di Matera 2019: i risultati di un’indagine che ha coinvolto oltre 4600 persone

MATERA. Più famosa, internazionale, ma anche più caotica . Sono solo alcune delle considerazioni su Matera emerse da un’ indagine condotta da Datacontact e voluta dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 per comprendere “Il vissuto del 2019 e l’eredità della Capitale europea della cultura”. La presentazione in Camera di Commercio. La rilevazione è stata condotta su un campione di oltre 4.600 cittadini e turisti a chiusura dell’anno, attraverso una metodologia integrata e sulla base di un ricco questionario omogeneo proposto a tutti i rispondenti, con percorsi di approfondimento differenziati in  base al segmento. Le interviste sono state realizzate in modalità face to face individuando per la rilevazione più luoghi e contesti, per lo più centrali,  ed in modalità online inviando il questionario ad un database relativo ai cittadini e turisti iscritti alla Newsletter nonché possessori di Passaporto che hanno poi liberamente deciso di aderire alla rilevazione. Gran parte degli intervistati ha risposto di essere orgoglioso del percorso compiuto della città e di volersi
impegnare per portare avanti progetti culturali. A conferma di questo dato, gli intervistati hanno riferito che l’83,5 per cento dei partecipanti agli eventi di Matera 2019 era composto da quanti in precedenza non avevano mai frequentato iniziative come teatro, danza e opera, grazie all’utilizzo del “passaporto” che ha stimolato la fruizione degli eventi. Ma non sono mancate le criticità nel sistema di prenotazione (53,1 per cento) degli
eventi. Tra le problematiche segnalate rientrano il sistema dei parcheggi (47,9 per cento), la gestione dei flussi turistici (35,8 per cento) e la richiesta di spazi di dimensione maggiore (28,7 per cento). In ogni caso, secondo il 75,2 per cento degli intervistati Matera, comunque, ha saputo sfruttare al meglio questa opportunità per promuovere e valorizzare la sua immagine. Quanto al gradimento sull’offerta, il 92 per cento ha risposto
che è stata in linea o superiore alle aspettative, appena l’8 al disotto. Infine, ma altrettanto importante, è il sentimento che Matera 2019 ha seminato fra i cittadini. Matera 2019 per il 36,8 per cento degli intervistati ha lasciato un sentimento di “felicità” perché “è stato un anno eccezionale” ma anche di “tristezza” per il 31,7 per cento “perché è già finito e vorrei che continuasse”. Tra gli interventi durante l’incontro di presentazione dell’indagine, condotto dalla giornalista della redazione cultura del TG3, Luciana Parisi, quelli di Michele Somma, Presidente della Camera di Commercio della Basilicata che ha dichiarato: “L’ordinario per Matera non basta più. La città ha dimostrato di saperci fare. Ormai non si può tornare indietro, e tutti noi abbiamo una responsabilità sul futuro”.
Carmelo Petraglia, professore associato di economia politica dell’Università degli Studi della Basilicata: “Dall’indagine risulta una percezione positiva dell’evento, ma emergono anche delle forti aspettative sul post 2019. Esistono diversi segnali di incremento della domanda di fruizione di servizi culturali da parte dei residenti. Questo chiama in causa le politiche, che devono contribuire a rafforzare strutturalmente l’offerta di servizi culturali e su questi basare l’idea di sviluppo che sia inclusiva e che riesca a creare in loco altre professionalità connesse all’attività culturale”.
Rossella Tarantino, manager sviluppo e relazioni della Fondazione Matera Basilicata 2019: “I dati sono positivi in generale e in particolare su alcuni aspetti che possono essere forieri per gli anni a venire, come la percezione di come il Passaporto per Matera 2019 abbia accresciuto l’accesso alla cultura di chi generalmente non la frequenta. Questo è un riconoscimento di come si è cercato di lavorare sull’abbattimento delle disuguaglianze nell’accesso alla cultura, che è un indicatore importante per le Capitali europee della cultura ma anche un criterio di selezione per il titolo di Capitale italiana della cultura. Interessante è anche l’aspettativa su quello che si vuole si lasci per il futuro, ovvero che Matera si attesti come luogo in cui fare cultura, anche da un punto di vista economico. Questo in estrema analogia con il Piano per il Sud, in cui tra l’altro, si riconosce a Matera questo tipo di ruolo, come esempio per le città non solo del Sud ma di tutta Italia”.
Valentina Montalto, analista di politiche pubbliche per Joint Research centre della Commissione Europea, in collegamento da Parigi, si è soffermata su tre aspetti fondamentali per le nuove strategie di politiche culturali europee, a cominciare dalla partecipazione dei cittadini: “Da questo monitoraggio emerge chiaramente la capacità del progetto di coinvolgere i cittadini in piena coerenza con le nuove strategie europee che mettono al primo posto proprio la co-creazione. Un altro aspetto centrale è il tema del cultural divide e dalla ricerca emerge che a Matera c’è stato un grande allargamento di pubblico. Caratteristica importante è infine la “fame” di cultura, a cui le prossime politiche nazioni ed europee dovranno dare una risposta”.
Salvatore Adduce, Presidente Fondazione Matera Basilicata 2019: “I risultati emersi dall’indagine sono estremamente utili poiché ci danno sia indicazioni per apportare delle correzioni in corso d’opera, ma fungono anche da sprone rispetto al lavoro intrapreso, a partire dalle cose più interessanti evidenziate da cittadini e turisti. La vera sfida inizia oggi”.