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Contrasto al gioco patologico, dopo la modifica alla legge regionale interviene Michele Cusato

  • In Basilicata continua a far discutere la modifica voluta dalla maggioranza Bardi alla legge regionale 30 del 2014 in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico.

    Ai nostri microfoni dura accusa di Michele Cusato, presidente dell’Associazione Famiglie Fuorigioco di Potenza.

    Ingiustificata e pericolosa. Così è stata definita la modifica alla legge 30 del 2014, voluta dalla maggioranza in Consiglio regionale lucano, che incide in materia di contrasto e diffusione del gioco d’azzardo patologico. A farlo, oltre all’opposizione sul piano strettamente politico, è stata l’Associazione Famiglie Fuori Gioco: dal 2010 impegnata a Potenza con lo scopo di promuovere la salute dell’individuo con specifica attenzione ai rischi della ludopatia. Audita lo scorso agosto in IV Commissione consiliare, la realtà presieduta da Michele Cusato, ha più volte sollevato questioni irrisolte ed anzi chiesto provvedimenti seri per debellare la presenza di slot e video lottery nei pressi dei luoghi sensibili. In contrapposizione, la riduzione del distanziometro e la volontà di tutelare il gioco legale per preservare i territori dall’illegalità – introdotti dal leghista Zullino ed altri consiglieri di centrodestra – ha destato scalpore, oltre ad altri dubbi sulla reale deterrenza dell’inasprimento delle pene in caso di violazioni sugli orari di funzionamento degli apparecchi.
    Lancia spezzata in favore della mozione della consigliera del carroccio Sileo, la quale è comunque riuscita a non privare i sindaci del ruolo di garanti sulla regolamentazione e osservanza delle regole. Da tempo, Famiglie Fuori Gioco sta sottoscrivendo protocolli con le amministrazioni lucane per incidere su quella che è stata definita “piaga sociale” che non può trovare appigli in un settore dai lauti guadagni. “Secondo dati ministeriali, sono stati 535 i milioni gli euro giocati nel 2018 in Basilicata – ha detto Cusato – una media spaventosa rispetto alla popolazione residente”.

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