
Nel decennale di quel tragico evento, un nuovo sit-in dinanzi i cancelli del presidio siderurgico più importante del territorio ha voluto riaccendere i fari su quanto accaduto: Giuseppe fu investito mentre era intento a lavorare nel piazzale e dopo alcuni giorni, il 13 agosto, perse la vita nello sconcerto generale.
Nel marzo 2016, lo ricordiamo, il Tribunale di Potenza condannò in primo grado a quattro anni di reclusione il macchinista del convoglio, accusato di omicidio colposo e disastro ferroviario. Assolte, invece, altre sette persone imputate nello stesso procedimento.
Al minuto di silenzio, presenti i sindacati di categoria e le rsu, tra gli altri, Domenico Sileo. Unanime la richiesta alla magistratura ed altre parti interessate di accelerare verso il secondo grado di giudizio. A ribadirlo con forza è stata la sorella di Giuseppe, Carmela Lovallo. Monito per chiedere giustizia su uno dei casi di morti bianche più importanti della storia recente della città.