Rapporto Istat: le famiglie italiane continuano a essere povere

L’Italia continua a essere povera.

E’ la fotografia immortalata dall’Istat che ha, con due diversi report, elaborato due distinte misure della povertà: assoluta e relativa, sulla base dei dati dell’indagine sulle spese per consumi delle famiglie. Rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui. Nel 2016 si stima siano 1 milione e 619mila le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, nelle quali vivono 4 milioni e 742mila individui. Nel 2016 l’incidenza della povertà assoluta, aumentata sopratutto nel centro Italia, sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con tre o più figli minori, coinvolgendo nell’ultimo anno 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui; aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5%  Anche la povertà relativa risulta stabile rispetto al 2015. Nel 2016, diffusa sopratutto con famiglie con quattro o più componenti, riguarda il 10,6% delle famiglie residenti, per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui,ovvero il 14,0% dei residenti. In Basilicata è in condizioni di povertà relativa circa una famiglia su cinque: lo certifica l’Istat nel nuovo rapporto pubblicato oggi. Il risultato della regione è comunque positivo rispetto all’anno precedente visto che passa dal 25% del 2015 al 21,2%, del 2016. Il dato della Basilicata resta superiore alla media del Mezzogiorno di 1 punto e mezzo percentuale e lascia la regione al terzo posto tra quelle più in difficoltà, superata solo dalla Calabria e dalla Sicilia.Di fatto quindi Una famiglia lucana con due figli minorenni, padre e madre, è considerata assolutamente povera se sostiene una spesa mensile per consumi essenziali pari o inferiore a 850 euro. La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è invece pari a 1.061 euro mensili.