Mediazione penale in Basilicata, convegno promuove buone pratiche

Convegno Mediazione Familiare

E’ intesa come giustizia riparativa, ovvero uno “sguardo” diverso sui conflitti, caratterizzato dal ricorso a spazi, tempi e strumenti che consentono alle persone coinvolte nel reato di incontrarsi: vittima e carnefice uno di fronte all’altra per gestire “insieme” le conseguenze lesive.
Questo il tema di un convegno partecipato dal Garante dell’Infanzia Vincenzo Giuliano presso il Consiglio Regionale di Basilicata, cui hanno preso parte i diversi soggetti attivi sulla mediazione penale, nuovo “paradigma” che considera il reato non solo in termini di violazione della norma giuridica ma soprattutto come danno alle persone.

Sul territorio lucano, una esperienza pilota è stata avviata dal 2013 nel Rione Macchia Romana a Potenza, dove in collaborazione con i Servizi della Giustizia Minorile e su affidamento del Centro Giustizia Minorile di Calabria e Basilicata, la figura del mediatore ha alimentato il suo riconoscimento e coinvolto 220 persone all’interno di un apposito spazio di ascolto. A dar vita a questo processo è stata la dottoressa Francesca Genzano, membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari.
Altre voci qualificate, la dirigente del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia, Isabella Mastropasqua, la quale ha sottolineato la finalità educativa e responsabilizzante della mediazione nell’ambito del processo penale minorile. Ed ancora, Maria Antonia Sprovera, direttore dell’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni di Potenza, ed Emiliano Mistrulli, giudice presso il Tribunale per i Minorenni del capoluogo lucano.