Presentata dall’Istat la terza edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2015).

Il ministro Franceschini alla presentazione del Rapporto 2015

Il ministro Franceschini alla presentazione del Rapporto 2015

Anche quest’anno il Rapporto Bes (benessere equo e sostenibile in Italia) analizza i fattori che hanno un impatto diretto sul benessere umano e sull’ambiente attraverso 12 domini – Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi – articolati in 130 indicatori.

Dal punto di vista del benessere il 2014 è stato una “boccata di ossigeno” rispetto agli abissi toccati nei periodi più bui della crisi, ma ancora la ripartenza non riguarda tutti gli italiani, con alcune diseguaglianze che vanno anzi aumentando.

Giorgio Alleva – Presidente Istat

Fin dal suo concepimento nel 2010, la forza del Bes sta proprio nel suo carattere di condivisione e nella capacità di creare una relazione diretta fra produzione di dati e scelte rilevanti per il futuro del Paese.

Parte rilevante che concorre alla percezione, ed alla realizzazione del benessere è la fruizione dei beni culturali insieme alla vita sociale ed alla partecipazione dei cittadini. Purtroppo la regione che ospita la Capitale Europea della Cultura registra un tasso di “partecipazione culturale” tra i più bassi d’Italia. Solo il 15 per cento dei lucani (e il 17 per cento dei pugliesi) si è recato almeno 4 volte al cinema, almeno una volta a teatro, musei e/o mostre, concerti, o ha letto un quotidiano almeno tre volte a settimana nel 2014.

Dario Franceschini – Ministro Beni e attività culturali

I dati peggiori però riguardano l’economia. Anche se il rischio di povertà e povertà assoluta sono in diminuzione, le due regioni di nostro maggiore interesse, ovvero Puglia e Basilicata, rientrano in gran parte nelle medie di un mezzogiorno d’Italia nel quale cresce la quota di individui che vivono in famiglie che hanno intensità lavorativa molto bassa. Non solo, aumenta leggermente l’indice del disagio economico.

Un altro dei dati che stupisce riguarda la percezione della sicurezza. Altissima in Basilicata nella media in Puglia, anche se in entrambe le regioni la fiducia nelle forze dell’ordine è decisamente bassa (molto al di sotto delle medie nazionali).

Per ogni altro dato rilevato, rimandiamo i telespettatori ad un successivo approfondimento.