Un anno fa a Matera la tragedia di vico Piave

Crolla palazzina a Matera: si cercano 2 dispersiIl crollo di vico Piave è probabilmente il risveglio più brusco e tragico che Matera abbia mai avuto. Sono le ore 7.20 circa, un boato sordo rompe il silenzio relativo del sabato mattina: le estremità di due palazzine di una strada ai margini del centro storico sono crollate. La città finisce di svegliarsi col suono delle sirene, tante, troppe per essere una cosa da poco, ma non riesce ancora a comprendere fino in fondo cos’è successo ma lo scoprirà poco dopo accendendo la tv. Lo sanno bene, invece, coloro che fortuitamente in quel terribile momento transitavano in zona e, assistendo a questa implacabile implosione, hanno il sangue freddo di iniziare a scavare tra le macerie, insieme a chi aveva avuto la prontezza e la possibilità di riversarsi in strada, già da prima che sul posto arrivassero – comunque tempestivamente – i Vigili del Fuoco che, da allora, insieme alla Protezione Civile e al 118, non si fermeranno più fino alla tarda sera per cercare gli unici tre dispersi: la 37enne Sara Elia, la prima ad essere estratta viva dalle macerie ed oggi unica superstite; il 57enne Nicola Oreste, individuato dopo oltre 12 ore, ancora in vita, che morirà qualche mese dopo in ospedale per le gravi ferite riportate; e la 31enne Antonella Favale, prima martire di una tragedia, in parte anche annunciata, su cui sicuramente pesano delle precise responsabilità, che però la Magistratura, ancora oggi, a un anno esatto da quel 11 gennaio 2014, non ha ancora chiarito.

Ma oggi, a distanza di un anno esatto da quei terribili momenti impossibili da dimenticare, il risveglio è stato altrettanto brusco e traumatico, nel fare i conti, però, in questo caso, con l’oblio istituzionale in cui sono purtroppo calate le vicende umane di coloro che nel crollo hanno perso affetti e casa e che, va detto, nonostante tutto non hanno mai alzato la voce ma piuttosto chiesto, sempre con compostezza, politiche sociali mirate ad affrontare questa situazione di emergenza che mai nessuno si sarebbe voluto trovare a vivere: azioni incisive che però, nonostante gli annunci e le promesse, non si sono rivelate tali, insieme a tutta la verità. Da quest’ultima, infatti, dipende molto del loro futuro. La Procura annuncia che entro febbraio saranno disponibili i risultati delle perizie, i residenti di vico Piave, intanto, oggi hanno sottolineato – ancora una volta con una civiltà e una dignità esemplari – che dopo un anno la verità resta sotto le macerie, insieme all’umore.