Politiche di sostegno alla maternità. L’assessore Franconi in commissione

Quarta commissione Bradascio FranconiPOTENZA – Il presidente della quarta Commisssione (Polica sociale), consigliere Bradascio, nell’aprire i lavori dell’organismo consiliare, ha inteso ribadire il suo interesse per un argomento di estrema attualità e la sua ferma volontà di interloquire con la società civile, il mondo dell’associazionismo, cosa, in verità, già esperita precedentemente, annunciando la presentazione di una terza proposta di legge sulle problematiche della donna, della famiglia e sostegno alla maternità da parte del Partito democratico”.

L’assessore alle Salute, sanità, solidarietà sociale, politiche alla persona e alla comunità, Flavia Franconi, nel prendere la parola ha sottolineato come “per alcuni anni la contrazione in tutta la Basilicata delle interruzioni volontarie ed un tasso di abortività volontaria al di sotto della media nazionale ha segnalato, anche per la nostra regione, l’affermarsi di una procreazione più responsabile, frutto certamente più di scelte che del caso. Tuttavia, in Basilicata, l’abortività volontaria, in calo negli anni 2000/2005, ha successivamente assunto un andamento altalenante, con un deciso incremento nel 2006 ed un successivo incremento che ha mostrato costantemente, negli anni successivi, oscillazioni più o meno significative fino al dato del 2012 (dato provvisorio) in incremento fino al 2011. Si segnala che il dato lucano del 2012 si mostra in controtendenza rispetto all’andamento nazionale e delle altre regioni che registrano, tutte, contrazioni sebbene di numerosità ampiamente diversificata. Va in ogni caso segnalato che il tasso di abortività volontaria che si è, nel corso degli anni, significamente contratto, rimane ben al di sotto del tasso di abortività nazionale. Anche il rapporto di abortività (rapporto per 1.000 nati vivi ) rimane tuttora inferiore al dato medio italiano sebbene registri nel corso del tempo ampie fluttuazioni a fronte del dato nazionale in lenta ma costante diminuzione. Il ricorso alla pratica abortiva – ha comunicato Franconi – riguarda tutte le classi di età. Nel 2011, è questo è un dato consolidato, il tasso di abortività volontaria per classi di età registra un maggior coinvolgimento delle fasce 35-39 e 20-24, con una minima differenza tra le due; seguono le altre classi di età con una numerosità dissimile sia nel confronto con il dato medio italiano, che con la macroarea Italia meridionale. Sono le donne coniugate che vi ricorrono maggiormente , mentre per le nubili si rileva un andamento incostante e in modico incremento anche l’abortività riferita alle vedove ed alle divorziate. Per le professioni, il fenomeno interessa significativamente ogni categoria sociale. Tra le occupate si registra la percentuale più elevata, seguono le casalinghe. Anche tra le donne in cerca di prima occupazione la percentuale resta pressochè la stessa”.

“Le stesse proposte di legge a firma del consigliere Pace ed altri, cui ha fatto seguito quella del consigliere Romaniello – ha affermato l’Assessore – hanno segnalato un problema riguardante l’intero percorso della maternità in tutta la sua complessità: problema della maternità in tutti i suoi aspetti, ivi compreso, è bene ripeterlo, quello della interruzione volontaria della gravidanza. E ancora, tutela della maternità in ogni sua eplicitazione anche dal punto di vista maschile – ha ribadito Franconi – tenendo ben presenti le tante, troppe situazioni di disagio che caratterizzano la nostra regione. Anzi – ha sottolineato – troverei un punto di accordo tra le due pdl per quanto concerne il fattore economico, facendo entrambe riferimento al reddito collegato ai dati del rapporto Isee. Altro elemento di cui tener conto è che anche la Basilicata è caratterizzata dalla presenza di diverse etnie con il loro retaggio culturale. Sono 4480 i nati in Basilicata, il problema vero è trovare il giusto equilibrio tra principio e sostenibilità dell’iniziativa di sostegno”.

Il direttore generale dell’Assessorato, Donato Pafundi ha , poi, riferito che “non esiste, non è evincibile nemmeno dai dati dell’Istat, una voce da potersi riferire direttamente al motivo economico, ma esistono delle voci relative a determinati sociali, quali titolo di studio e professione. Pafundi – ha anche specificato – come in Basilicata si registra il 40% in meno al dato italiano dell’Ivg su mille donne ed il 30% in meno di interruzione volontaria della gravidanza. Riteniamo, pertanto – ha detto – che il motivo economico che potrebbe condizionare la scelta di interrompere una gravidanza, possa essere desunto, essenzialmente, soltanto dalla condizione lavorativa, atteso che, con riferimento a dati consolidati, sono state prese in considerazione donne disoccupate, in cerca di prima occupazione e studentesse. Per quanto concerne il ruolo dei consultori in Basilicata, confrontando gli anni 2010 vs 2011 emerge come nel 2011 siano stati proprio i consultori a rilasciare la maggiore percentuale di certificazione (48%); allo stesso modo i servizi di ostetricia e ginecologia hanno riportato un calo pressochè corrispondente all’incremento ‘consultoriale’, sebbene anche i medici di famiglia abbiano rilasciato un numero maggiore di certificazioni. A questo si aggiunge – ha proseguito – che, in Basilicata, sulla base di dati definitivi – anno 2011 – il numero dei consultori, tutti pubblici, è di 35 pari a circa 1,2 per 20.000 abitanti (vs o,7 in Italia) e si segnala che, presso i consultori lucani, sono a disposizione quelli che vengono definiti ‘Spazi giovani’, vale a dire servizi rivolti ai giovani dai 14 ai 20 anni che hanno come obiettivo lo sviluppo di iniziative rivolte all’adolescenza, alle loro famiglie ed alle scuole sui temi della sessualità, contraccezione, sfera affettiva e delle relazioni interpersonali”.

L’Assessore ha, quindi, ricordato le iniziative che il dipartimento sta mettendo in atto in tema di tutela della maternità: “un progetto, nell’ambito della programmazione 2012, collegata agli obiettivi di salute di carattere prioritario e di rilievo nazionale, che prevede anche interventi di accompagnamento e di educazione alla genitorialità responsabile ed allo stesso evento nascita; progetti territoriali correlati al Fondo delle politiche per la famiglia, che coinvolgono i consultori e mirano a qualificarne le azioni rispondenti, tra le quali azioni per il sostegno della coniugalità e genitorialità, l’attivazione di servizi per adolescenti e genitori, formazione all’assistenza multiculturale degli operatori dei consultori. Altro punto nodale è quello di offrire più servizi e meno soldi. Offrire l’acquisto di pannolini, buono sconto sul latte artificiale sono solo alcuni degli esempi, altri se ne potrebbero fare per un effettivo aiuto che, francamente, va al di là della quota prevista dalla pdl per il sostegno al reddito. Una tutela più adeguata, quindi, una serie di idee da formulare e mettere in pratica”.

La Commissione ha, quindi, audito sulla pdl di Pace, Adriana Salvia, presidente dell’associazione “Libera università delle donne di Basilicata” che ha chiesto “il ritiro del provvedimento, sottolineando l’inefficacia dello stesso rispetto all’obiettivo principale prefissato e all’assoluta inefficacia del finanziamento stabilito. Una risposta inefficace al calo di natività che interessa ed è causata – ha continuato – dalla crisi emergente in atto: da una indagine condotta con la somministrazione di questionari, su un campione rappresentativo di donne e studenti dell’Unibas, senza alcun sostegno economico, ma basata solo sul volontariato e che ha privilegiato il rapporto diretto con i giovani, è emerso che su 10 di questi ben 9 ritengono opportuno andar via dalla Basilicata per non farvi più ritorno. Difficoltà per le donne, soprattutto, nel trovare impiego e sostegno concreto. A fronte di 308.000 disoccupati abbiamo 108.000 occupati ed è su questi dati – ha detto Salvia – che bisogna intervenire. Siamo d’accordo con Pittella che i figli sono il nostro futuro e occorre condividere la natività quale fattore positivo in assoluta autonomia, non quale progetto di vita”.

Audita, anche, Raffaella Bisceglia, presidente dell’associazione” Centro italiano femminile”. Bisceglia si è soffermata, soprattutto, sul ruolo dei consultori, facendo un particolare riferimento a quello di Bucaletto all’avanguardia per i servizi forniti. Nella pdl di Pace – ha detto – troviamo ancora troppa burocrazia ed una copertura finanziaria, evidentemente, monetizzata con poca attenzione. Siamo di fronte – ha continuato – al solito contratto di intenti, troppo condizionale e poco reale. Quando, viceversa, occorre più aiuto agli asili nido, agli asili aziendali, occorre più attenzione per i genitori separati. Meno depotenziamento delle strutture private, dunque, e snellimento delle procedure”.

L’organismo consiliare ha, poi, ascoltato la responsabile “Assistenza consultoriale familiare, pediatrica e pricologica” – Asp Area Nord, Battistina Pinto. “Consultori abbandonati – ha esordito – da riprendere e rinnovare. Utilizzo di giovani forze a tale scopo anche per garantire la cittadinanza e la salute di genere. E’ sbagliato – ha precisato Pinto – parlare di interruzione di gravidanza, piuttosto di interruzione congiunta. Noi siamo un centro per la vita che cerca di dare servizi, dunque, come dice Papa Francesco ‘la gravidanza non va contrattata’. Tutela della famiglia, non solo, ma tutela del matrimonio, polo di attrazione come regione del divenire, evitando di continuare ad essere una cattedrale nel deserto. Sostegno alla famiglia ed alle donne, non con i soldi, magari – ha proposto – con una baby card per i generi di prima necessità. Premialità affichè i consultori continuino il loro ruolo fondamentale, a Rionero la prima esperienza in Basilicata di un parto in acqua; creazione di una ‘banca del latte’, aggiornando le donne alle metodologie dell’allattamento ormai cadute, troppo spesso, nel dimenticatoio. Ricreare la ‘cultura della maternità’, riattivando i vari settori che pure esistono, ma vanno potenziati. E ancora ‘nuova cultura della famiglia’, educare le donne e le nuove generazioni. Infine, accelerare più percorsi di comune accordo con le Asl”.

Ultima audizione tenuta dalla Commissione, quella della presidente del “Comitato di scopo cittadinanza di genere”, Elisa Laraia, che ha parlato “di un percorso strutturato che porterà ad un loro provvedimento legislativo da sottoporre all’attenzione della Commissione che concerne l’inclusione e la partecipazione. Sia le legge 22 del 1978 che questa presentata attualmente – a suo parere – sono inaccettabili. Non esiste emergenza aborto in Basilicata, piuttosto sono da approfondire le questioni e le problematiche cliniche, vedi il pullulare di cliniche clandestine, soprattutto cinesi, con un notevole aumento di malattie correlate. In Basilicata – ha continuato – viviamo una situazione di impasse, 85% dei medici obiettori, prescrizione della pillola del giorno dopo a discrezione del medico di base. In auge un vero sistema di volontà punitiva nei confronti delle donne, prive di autodeterminazione. Consultori pubblici e aconfessionali. Quello che stiamo improntando – ha spiegato Laraia – è un comitato che segue la metodologia della concertazione, tavoli di lavoro e proposte concertative per la consapevolezza di genere. Un lavoro condiviso con le donne dell’intera regione con l’obiettivo di creare un contenitore integrato di sostegno per far fronte all’emergenza sociale. Un percorso formativo per fornire una serie di informazioni alle donne non sempre estranee dalla propria condizione di disagio e che hanno bisogno di una organizzazione più capillare e finalizzata”.

Intervenuti durante il dibattito i consiglieri Pace che ha fatto riferimento agli aborti fuori regione ad al 30% della popolazione lucana giunta sul soglio della povertà, i consiglieri Bradascio, Romaniello, Perrino, Galante. Un forte richiamo al Governo nazionale per un aiuto concreto ad un problema che, di sicuro, non appartiene alla sola Basilicata.

Hanno partecipato ai lavori, oltre al presidente Luigi Bradascio (Pp), i consiglieri Galante (Ri), Romaniello (Sel), Mollica (Udc), Pace (Gruppo misto), Castelgrande e Spada (Pd), Benedetto (Cd), Perrino (M5s).