E a Matera “chiude” anche la pasta.

pasta_tandoiDi crisi in crisi e Matera rischia di perdere anche l’ultimo presidio industriale dedicato alla produzione di pasta alimentare, quello gestito dalla società dei fratelli Tandoi con il mulino ed il pastificio sorti grazie alle risorse del patto territoriale per il Materano nell’area industriale di La Martella.

Una storia ricca di operatività e di successi quella della pastificazione a Matera nata alla fine dell’Ottocento con il mulino Alvino, a metà del Novecento trasferito prima ai Padula, poi alla società Quinto e Manfredi, mentre la famiglia Padula allestiva un suo stabilimento. Decine e decine di occupati e soprattutto la conquista di importanti mercati sia nazionali che esteri. Per decenni la pasta di Matera tra le eccellenze alimentari del Belpaese. Poi, il ridimensionamento produttivo con la scomparsa dei marchi storici e la forte e ricca presenza di prospettive future determinate dall’arrivo a Matera dei Barilla. Ma anche in questo caso una sorta di meteora, un passaggio durato un paio di decenni, quindi anche la chiusura di questi impianti nonostante i coraggiosi tentativi del sindacato, dei lavoratori e delle istituzioni locali di tenere in vita lo stabilimento. Ebbe ragione Barilla e il primo gennaio del 2006 il pastificio cessò la produzione, i macchinari furono trasferiti altrove e i fratelli Tandoi, ovviamente con contropartite non di poco conto, presero in carico un manipolo di lavoratori impiegandoli nello stabilimento dell’ex Cerere nel frattempo transitato tra i beni della società pugliese.

E oggi ecco l’esplodere di un’altra crisi: Tandoi in assenza di ordinativi da parte del suo cliente più importante, cioè Barilla, a dicembre sospende la produzione. Da novembre i circa venti addetti non percepiscono lo stipendio e stando alla denuncia del sindacato l’azienda non avrebbe versato le quote del Tieffeerre dal maggio del 2011. Oltre a quello di Matera sono in difficoltà anche gli stabilimenti Tandoi di Corato e Corigliano d’Otranto.
Cgil Cisl e Uil stanno provando a salvare l’impianto materano: in atto un difficile confronto con l’azienda nella sede materana di Confindustria. E, intanto, con la crisi della società dei fratelli Tandoi si riaffaccia alla ribalta della cronaca cittadina la vicenda di quei cinque ettari di territorio occupati dalla Barilla, una volta buoni per la pastificazione oggi, forse, per la cementificazione.