Bonifica della Valbasento e di Tito: ci sono i soldi, ma la Regione aspetta il via libera dal Ministero dell’Ambiente

valbasentoSull’attività di bonifica che interessa i territori dell’area industriale di Pisticci e Ferrandina e dell’ex Liquichimica di Tito mancano ancora le necessarie certezze che porterebbero all’utilizzazione di quei 41 milioni di euro messi a disposizione della Regione dal ministero dell’Ambiente.

Il dipartimento regionale preposto alla realizzazione dell’intervento, che nei giorni scorsi era stato sollecitato dall’Amministrazione provinciale di Matera ad affrontare la delicata questione senza frapporre ulteriori indugi, si affretta a rispondere che la questione è tra le sue priorità, nel senso che sarebbero in corso intese tra Regione e Ministero per addivenire nei tempi più rapidi possibili alla condivisione dell’accordo la cui proposta di schema è stata da tempo trasmessa a Roma. L’iniziativa regionale – sottolinea la nota del massimo ente territoriale lucano – introduce una serie di semplificazioni di carattere urbanistico ed ambientale che hanno come obiettivo l’accelerazione delle attività di bonifica e di restituzione delle aree alle attività ordinarie in Valbasento.

La bonifica della valle del Basento e il successivo rilascio dei suoli agli usi industriali e produttivi in genere – rende noto il dipartimento regionale Ambiente – costituisce un obiettivo fondamentale in quanto la rimozione di qualsiasi vincolo di natura ambientale connesso alla realizzazione di infrastrutture strategiche quali pista Mattei consentirà di innalzare la qualità ambientale dell’area aumentando l’attrattività localizzativa dell’area industriale.

Insomma, la Regione sembrerebbe fare sul serio. Al momento, però, manca ancora il via libera del ministero competente con il risultato che sull’area industriale di Pisticci e Ferrandina continuano a spirare forti venti di crisi. La reindustrializzazione dell’area continua a restare un sogno proibito. Langue il sistema produttivo, la disoccupazione avanza, imperversano cassa integrazione e mobilità, il futuro si complica e rimangono nel cassetto nel proposte avanzate a metà novembre di un coinvolgimento dell’Eni per il rilancio dell’area.

Di questo passo resterà un miraggio il tanto auspicato ritorno al passato quando l’Eni di Enrico Mattei, grazie al metano individuato nel sottosuolo della valle, portò benessere e crescita produttiva in un’area condannata al sottosviluppo. Cinquant’anni dopo quella strada sarebbe di nuovo percorribile. Ieri il metano, oggi il petrolio.

Ieri, però, c’erano una politica che al Sud guardava con interesse ed impegno e un uomo, Enrico Mattei, che ad essa dava gambe e fiducia. Oggi, purtroppo, restano solo parole, promesse e ritardi.