Riordino Protezione Civile, Gabrielli: limitate le possibilità di soccorso e intervento

MATERA – Luogo: epicentro la Val D’Agri. Intensità del terremoto: magnitudo 6,5 della scala Richter. Territorio coinvolto: la provincia di Potenza e le aree confinanti del materano, del cosentino e del salernitano. Non si tratta di un terremoto reale ma di una simulazione che sarà alla base di una esercitazione nazionale di Protezione Civile, che avrà luogo, come scenario, in Basilicata, il 14 e il 15 dicembre prossimi. Dettagli e finalità dell’opearzione sono state illustrate questo pomeriggio a Matera dal capo della protezione civile italiana, il prefetto Franco Gabrielli, nel corso di un incontro, cui hanno preso parte, fra gli altri, i sindaci del materano e il Prefetto di Matera, Luigi Pizzi. L’esercitazione prevede un corso di formazione e varie prove di evacuazione il giorno quattordici e un vero e proprio evento simulato nella giornata di sabato 15 dicembre, quando alle ore 11 sarà dichiarato lo stato di emergenza nazionale, ovviamente simulato. Un’occasione per testare dunque ciò che funziona ma soprattutto ciò che non funziona, con riferimento in particolare ai sistemi di comunicazione e alle possibilità di accesso in regione. Non sono i grandi eventi a preoccuparci, ha osservato Gabrielli, ma i cosiddetti eventi calamitosi. Poi rispondendo ai nostri microfoni, il numero uno della Protezione Civile, ha anche espresso le sue perplessità in merito alla legge 100 sul 2012 sul riordino, appunto, della Protezione Civile. Bertolaso, ha fatto notare ancora Gabrielli, aveva a disposizione strumenti e risorse che oggi sono risicatissime. La legge 100, ha ribadito, limita le possibilità di soccorso e di intervento, mentre, in generale, sarebbe necessario consentire di riconoscere una deroga al patto di stabilità, anche per eventi di tipo B e non solo per le catastrofi. Quanto ai terremoti, esistono possibilità e strumenti reali per fronteggiarli.