2 luglio 2012: riflessioni del giorno dopo

MATERA – Nell’archiviare l’edizione 2012 della festa della Bruna, che da 623 anni celebra la protettrice della città, è doveroso partire dalla fine, dall’assalto e dalla distruzione del carro trionfale realizzato in cartapesta dal clan dei Daddiego. Ecco le immagini – girate per TRM da Giuseppe Petragallo e Sandro Veglia – che materani e non avrebbero voluto vedere: i particolari della forsennata caccia al brandello di manufatto, religiosità e passione civile che si fondono in un mix di gagliardia fisica e di devozione nel rispetto di una tradizione plurisecolare. Invece, il Convento ha passato ben altro, al punto che alla fine tanto per i materani incollati agli schermi televisivi quanto per chi casualmente si è ritrovato a guardare lo spettacolo quel che si è visto è stata una festa diversa dal solito. Insomma, si è capito davvero poco, anzi nulla di una manifestazione della più vera tradizione popolare del Paese. Un autentico flop per il comitato organizzatore che ha finito col trattare nel peggiore dei modi una manifestazione intrisa di storia, leggenda ma anche di tanta attualità: 623 anni del passato di una comunità finiti quasi nel nulla tra superficialità, incompetenza, approssimazione di chi si è ritrovato, suo malgrado, a dover commentare la festa. Canale 2tv, Teleonda, Rai News 24 e Viva l’Italia, le quattro emittenti che insieme al miotg.it hanno garantito la copertura dell’evento al di là dei contenuti storici e culturali legati alla ricorrenza, hanno clamorosamente fallito l’appuntamento con le immagini al punto che si è visto ben poco della festa, ma soprattutto della stessa non si è capito nulla. E’ mancata la regia, non c’è stato un approfondimento sui temi chiave della grande kermesse popolare. Ed è finita con quel carro in cartapesta sfuggito addirittura all’occhio della telecamera sistemata in piazza Vittorio Veneto. Questione di metri, bravo l’auriga che ha trascinato il manufatto fin nel cuore dello spazio destinato all’assalto, pessima la regia dell’ultimo step dell’evento, telecamera quasi a nero, l’assalto finale immaginato ma non visto dai telespettatori ai quali riproponiamo le immagini girate da TRM, così, per dare organicità e completezza ad un evento che come è stato proposto dalle emittenti interessate è apparso a dire poco lacunoso, ma soprattutto trattato senza la necessaria competenza. Si è scelto il nuovo dopo il calcione dato al vecchio. Operazione non riuscita. Occhio, allora, al futuro per evitare che la città continui a perdere punti lungo la strada delle competenze e delle professionalità conquistate sul fronte della festa del 2 luglio in oltre un trentennio di attività.