Che fine ha fatto la balena preistorica di San Giuliano

I cassoni contenenti i resti della balena

MATERA – C’era una volta il mare a Matera. Non è l’inizio di un racconto da costruire tra storia, fantascienza, supposizioni o approfonditi studi sulla materia. Da queste parti il mare c’era, un milione e forse più di anni fa. Un mare freddo, profondo e forse meno azzurro di quello che siamo abituati a vedere ora. A dimostrarlo senza ombra di dubbio c’è il ritrovamento di quel cetaceo ai bordi quasi dell’invaso di San Giuliano, strappato dall’acqua come si vede nelle immagini riferite ai lunghi giorni del recupero del fossile. Quel che resta del cetaceo vecchio di un milione di anni fa, da almeno sei anni è conservato in queste casse all’esterno del centro di restauro della Soprintendenza nell’area del secondo paip. Alla mercè degli agenti atmosferici. Di ricostruzione del cetaceo, lungo presumibilmente una ventina di metri, non si parla. Dimenticato in quei cassoni. Una fine indegna anche perchè la storia che vi stiamo raccontando si sta consumando in una città che nel 2019 aspira a fregiarsi del titolo di capitale europea della cultura. Quale migliore occasione per dimostrarlo con quella balena ricostruita dalla testa alla coda che rappresenterebbe un brandello significativo della lunga storia di questo territorio che un milione e più di anni fa come si vede in queste immagini era attraversato da un lungo braccio di mare che metteva in comunicazione quelli che oggi sono lo Jonio e l’Adriatico. La balena dimenticata insieme ai villaggi preistorici della Murgia e al museo demoetnoantropologico nei Sassi. In quest’area a cavallo tra Basilicata e Puglia, includendo nella narrazione dal vivo le orme dei dinosauri e dell’uomo di Altamura, si potrebbe realizzare un enorme Jurassik Park. La storia del territorio vecchia di milioni di anni, spettacolo dal vivo di grande impatto e suggestione. Ma da queste parti si pensa ad altro con la cultura strapazzata ad uso e consumo dei turisti della domenica, mentre il passato resta sepolto e dimenticato con le istituzioni locali che continuano a guardare con ossessione a quel 2019 che, con questi presupposti, resta lontano anni luce.