Ex-palazzo della formazione, Paip di Matera: tutto fermo

MATERA – Quattromila metri quadrati nel totale abbandono, ma soprattutto senza una soluzione che ne preveda, dopo il recupero di là da venire, una congrua destinazione d’uso. Stiamo parlando dello stabile realizzato nell’area del Paip due vecchio ormai di oltre un decennio. Costruito, totalmente vandalizzato e ora, a quanto è dato di sapere, in attesa di un intervento di recupero che tarda a concretizzarsi. Eppure per togliere lo stabile dal degrado sono pronti oltre due milioni e mezzo di euro. Si tratta di una somma trasferita dalla Regione all’Amministrazione provinciale di Matera nel momento in cui il massimo ente territoriale lucano scelse la strada di privarsi del manufatto e di cederlo all’ente di via Ridola che in questo modo avrebbe avuto l’opportunità di meglio rispondere all’ampio capitolo della formazione professionale. In quattro anni di attesa, tutto fermo. Per un breve periodo era stata ipotizzata l’utilizzazione dello stabile a sede della scuola di restauro, soluzione subito naufragata perchè destinata nell’ex convento di Santa Lucia. Tutto come prima. E il palazzo resta lì senza risposte. O meglio c’è un progetto già definito a livello cartaceo dalla Provincia, la consegna dei lavori, a quanto dicono da via Ridola, è avvenuta nello scorso mese di febbraio, ma dell’avvio dei lavori nemmeno l’ombra. Risorse, dunque, bloccate mentre lo stabile continua deteriorarsi. Va benissimo accalorarsi, come è accaduto nei giorni scorsi, sul tema del digital divide e delle tecnologie che mancano nel Materano per favorire scambi di informazioni utili alla crescita economica del territorio, ma in attesa di recuperare quel gap che relega la provincia in coda alle graduatorie dell’innovazione, sarebbe il caso di iniziare la marcia dello sviluppo dai gradini più bassi perchè anche con la ristrutturazione di uno stabile si possono costruire posti di lavoro sia nell’esecuzione che nella successiva destinazione d’uso. Insomma, al tirar delle somme, non resta che attendere, come del resto accade spesso in questa città.