Imprenditori, sindacati e istituzioni insieme per denunciare ancora la crisi del salotto

La conferenza stampa a Confindustria

MATERA – Una grande manifestazione per chiedere, una volta per tutte e a voce alta, la firma dell’accordo di programma nazionale per il rilancio del settore del mobile imbottito murgiano, promesso nel marzo del 2006, a Matera, dall’allora ministro dello Sviluppo economico, Scajola, e trasformatosi in chimera prima e in ennesima beffa del Mezzogiorno poi. E’ quella che hanno organizzato per la mattinata dell’11 giugno prossimo Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, d’intesa col Distretto del Mobile imbottito, Confindustria e Confapi di Matera, ottenendo anche il sostegno della Provincia e della Camera di Commercio cittadina, mentre si attendono ancora l’adesione del Comune e della Regione Basilicata.

Margherita Dell’Otto, segretaria provinciale di Filca-Cisl, presentando l’iniziativa in una conferenza stampa, ha ricordato l’iter lungo sei anni di questo provvedimento governativo che ancora oggi sarebbe utile per ridare vigore al salotto locale, che vede attualmente fuori dai cicli produttivi circa 8 mila lavoratori. “Nel settembre scorso – ha detto – sembrava essere finalmente giunta l’ora della stipula, ma ancora una volta a Roma ci si è concentrati su altre vertenze”. Silenzio totale, insomma, nei confronti di una crisi che assume di giorno in giorno connotati sempre più preoccupanti e complessi, mentre le maestranze specializzate attendono risposte. “Una proroga continua agevolata – come ha riconosciuto la Dell’Otto – anche dall’incapacità delle parti in causa a livello locale di fare sistema e che ora, con questa lenta carovana di lunedì prossimo che dagli insediamenti produttivi più significativi arriverà fin sotto la Prefettura – ha aggiunto – vogliamo lasciarci definitivamente alle spalle”.

Michele Andriulli di Fillea-Cgil, in aggiunta, ha citato l’emblematico caso dello stabilimento ex-Nicoletti, cattedrale nel deserto della zona industriale di La Martella, verso il quale sono giunte varie manifestazioni d’interesse, non ultima quella dello stesso Distretto che, attraverso un progetto consortile, avrebbe potuto impiegare circa un centinaio di persone. “Nessuna risposta è ancora arrivata – ha detto il sindacalista – e il 30 giugno scadrà l’ultima cassa integrazione utile per i 350 ex-dipendenti. Dopo quella data ci sarà solo la mobilità e quello stabilimento diventerà preda di appetiti industriali senza scrupoli che non dovranno impegnarsi per il reintegro di chi ci ha già lavorato e ciò va scongiurato”.

Un pericolo reale anche per il presidente del Distretto, Tito Di Maggio, che ha parlato di “vicenda sospetta”. “L’idea che si vogliano scaricare i lavoratori della ex-Nicoletti, infatti – ha rincarato – traspare dal fatto che a Roma la manifestazione d’interesse presentata dal Distretto, la Regione, nella persona dell’ex-assessore alle Attività produttive Restaino, non l’ha mai presentata, preferendone un’altra”.

Occorre rialzarsi in piedi e mostrare i denti, insomma, per questo i promotori della manifestazione di lunedì prossimo invitano anche i cittadini a far sentire la propria voce, affinché questo accordo di programma, che il direttore di Confapi, Pasquale Latorre, ha ricordato essere utile a finanziare anche progetti industriali a Matera città rimasti fuori dai bandi regionali 2009/2010, diventi finalmente carta protocollata.

Il Governo deve decidere se “l’Accordo di programma del 2006, necessario per innovare e attrarre investimenti nel settore del mobile imbottito, va avviato o bisogna cambiare pagina”. Lo hanno sottolineato oggi a Bari anche i rappresentanti di Confindustria Puglia e delle organizzazioni sindacali dicendo ai giornalisti che “la situazione è gravissima e pericolosissima”. E per sensibilizzare l’opinione pubblica anche in Puglia, fare il punto della situazione e coinvolgere più soggetti possibili lunedì – ha detto il rappresentante Fillea Cgil, Giovanni Nicastri – partirà anche un’autocolonna da Ginosa e, passando per il territorio murgiano, giungerà dinanzi alla Prefettura di Bari dove affiderà al prefetto un appello rivolto al ministro Passera per l’avvio urgente dell’Accordo.