La Film Commission Basilicata resta al palo nonostante i proclami

La film commission rappresenta una concreta opportunità per dare spazio ai tanti giovani che hanno talento e voglia di mettersi in gioco. L’industria del cinema in Basilicata, territorio particolarmente vocato come set cinematografico, può diventare più che un’occasione di sviluppo e di attrazione per far crescere l’economia regionale. Sono i concetti espressi dal governatore lucano Vito De Filippo nel corso dell’incontro con il regista Giuseppe Marco Albano e i produttori Paolo Mariano Leone e Angelo Viggiano che hanno realizzato “Stand by me”, vincitore del premio nazionale Corto d’argento come migliore cortomegtraggio dell’anno assegnato dai giornalisti del settore. Il presidente della Giunta regionale lucana non perde dunque occasione per rilanciare il tema della film commission, questione che tuttavia resta mestamente al palo, ancora lontana da un modesto accenno di definizione della pratica. Parole, promesse, proclami, ma di concreto nulla. E dopo la scorpacciata filmica successiva alla scelta di Mel Gibson di girare a Matera il suo “The Passion”, il cinema ha ripudiato la Basilicata. Vanno citati, in proposito, solo i due ultimi lavori della Rai: la storia del brigante lucano Carmine Crocco è stata gestita dalla film commission di Puglia che ovviamente ha tirato la volata alle sue location regionali, mentre gli esterni della dolce vicenda di Maria di Nazareth sono stati girati in Tunisia. Per la Basilicata – è il caso di far notare al governatore De Filippo – occasioni perdute. Mentre lui parla, altri preferiscono fare i fatti, addirittura andando, anche in questo caso omaggio alla globalizzazione, in un territorio straniero. E la film commission di Basilicata continua a restare occasione per esercizi pseudoculturali, ma, al tirar delle somme, anche su questo fronte resta il vuoto che, di tanto in tanto, si riempie di parole al vento.