Sciopero della fame per trasparenza: l’assessore Pistone risponde a Zampagni

L'assessore Pistone

MATERA – “Uno sciopero della fame perché ho fame di trasparenza”: con questo slogan, due giorni fa, l’imprenditore Fabrizio Zampagni ha annunciato l’avvio di una protesta a bordo di un furgone, nel piazzale antistante il Comune, a causa di lungaggini burocratiche del palazzo di via Aldo Moro che avrebbero compromesso il suo investimento per un’attività turistica nei Sassi. E ieri è arrivato un chiarimento sulla vicenda a nome dell’assessore agli antichi rioni, Maria Pistone. Nella nota è spiegato che la Giunta comunale, nel 2009, valutando la richiesta di Zampagni di alcuni locali da adibire a struttura alberghiera, per valutare la sub-concessione, atto facoltativo e non obbligatorio, ha disposto alcune condizioni di affidamento, tra cui l’accertamento della conformità dell’intervento ai programmi biennali di attuazione della legge 771/86, così come richiesto dall’articolo, 19 del regolamento comunale. Gli immobili in questione, però, spiega la Pistone, ricadono nell’ambito 22 destinato, con il secondo programma biennale, alla realizzazione del Museo Demoetnoantropologico. Ne deriva che l’intervento proposto è in palese contrasto con le previsioni urbanistiche. Ma non è tutto. Zampagni, infatti, sostiene, motivando la sua protesta, che i programmi biennali attuativi della legge 771/86 sarebbero decaduti; a seguito di numerosi approfondimenti, aggiunge l’assessore, è possibile asserire che tali strumenti si classificano come strumenti di programmazione urbanistica e quindi con validità permanente. Tutte questioni ostative che a Zampagni sarebbero più volte state riferite dal dirigente di settore, dal vicesindaco e dal primo cittadino, compreso il fatto che, recentemente, il Consiglio Comunale, in ossequio ai principi di trasparenza e pari opportunità, ha operato la precisa scelta di cassare l’articolo 19 nella parte in cui prevede l’assegnazione diretta di immobili in assenza di pubblici bandi.