Distretti idustriali, è polemica Restaino-Di Maggio

Il “no” dell’assessore regionale Erminio Restaino a non riconoscere personalità giuridica ai Comitati di distretto viene respinto con estrema determinazione al mittente dal presidente del distretto del mobile imbottito, Tito Di Maggio. A Restaino, che si sofferma tra l’altro sulla difficoltà da parte della Regione di erogare almeno 180 mila euro all’anno ai sei organismi, Di Maggio obietta che la cifra in questione è più o meno quella che viene attribuita ad un assessore alle attività produttive di una regione e questo al di là del fatto che quel compenso giovi o meno alla comunità. Non è bello scoprire – continua Di Maggio – che il parsimonioso assessore Restaino confonde le Comunità Montane e le Province come enti produttivi sui quali si sta giustamente tagliando e indignarsi perchè un gruppo di sciagurati imprenditori non dà alcun peso a 180 mila euro in un momento di così grave crisi. Poi, il presidente del distretto del mobile imbottito chiarisce all’assessore che sono considerate attività produttive quelle che producono Pil che tradotto vuol dire prodotti materiali che, ulteriormente declinato, significa attività, lavoro, commercio. E specifica: sono da considerare invece attività improduttive quelle che non producono beni come Province, Comunità montane e enti in generale. Infine, la minaccia nemmeno troppo velata di Di Maggio: sappiamo benissimo cosa ci sia dietro ad un progetto tanto insensato quanto strampalato e ci piacerebbe in un momento così grave e serio non doverlo rendere pubblico.