De Filippo invita la Total a coinvolgere le imprese lucane

Stabilimenti petroliferi in val d'Agri

POTENZA – “Se le estrazioni di petrolio in Basilicata producessero occasioni di lavoro essenzialmente per aziende e addetti non lucani sarebbe il paradosso. Per questo riteniamo che Total Italia, per i lavori necessari all’entrata in produzione del giacimento di Tempa Rossa, debba sfruttare tutte le opportunità offerte dalla legge per privilegiare imprese e lavoratori lucani”. E’ quanto affermato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, in una lettera inviata alla Total per promuovere un protocollo d’intesa finalizzato al coinvolgimento di imprese e personale lucani per i lavori relativi alla concessione di cui la compagnia francese è capofila, a partire da quelli di realizzazione del centro oli, per i quali è prevista una spesa di 750 milioni di euro. A sollecitare l’intervento del governatore lucano, tra l’altro, sono stati anche i vertici della sezione lucana dell’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, il presidente Antonio Giuzio e il direttore generale Giuseppe Carriero, che lo hanno incontrato questa mattina. “Abbiamo già provato a confrontarci con Total – ha spiegato Giuzio a De Filippo – ma abbiamo ottenuto solo un generico impegno a sensibilizzare al coinvolgimento dei lucani l’azienda che si aggiudicherà i lavori di costruzione, mentre noi chiediamo di poter partecipare nel rispetto della trasparenza e delle regole di mercato”. “Quando le compagnie vanno in altri Paesi ad effettuare le loro attività – ha commentato De Filippo – negoziano con gli stati un’intesa inn cui si stabiliscono anche le ricadute che debbono esserci per imprese e lavoratori del luogo. La logica è la stessa di quella del memorandum d’intesa col Governo: se l’attività estrattiva impatta sul territorio lucano, anche i benefici collegati devono ricadere, almeno in parte, qui. E questo deve essere vero per le Compagnie – ha concluso il presidente – ma anche per lo stato che con una fiscalità sul petrolio tra le più pesanti al mondo e che supera il 50% del valore delle estrazioni, è quello che beneficia più di tutti del petrolio lucano e deve quindi reinvestire su questo territorio almeno una parte significativa della ricchezza ricavata”.