Iva al 21% su molti beni e servizi ma non su tutti

Manovra finanziaria, iva al 21 percento su molti servizi e beni di largo consumo ma non su tutti. La nuova aliquota del 21 percento scatterà sull’abbigliamento e sulle calzature, sui mobili e gli elettrodomestici, sui carburanti, sulle comunicazioni e il tempo libero, ma non sui beni di prima necessità su cui gravano altre aliquote , quelle ridotte. L’aumento riguarderà cd e videogiochi, auto e moto, prodotti per l’igiene personale e della casa, cartoleria e giocattoli, cinema, teatro, concerti e stadio. Ma non toccherà ivece pane, pasta, frutta e verdura, giornali e alberghi. Molti altri saranno i beni toccati dalla nuova imposta e fondamentale sarà il comportamento dei commercianti: se, in altre parole aumenteranno davvero i prezzi o preferiranno un basso profilo che non intacchi i consumi. A differenza di quanto è accaduto in passato, come, ad esempio, col passaggio dalla lira all’euro, oggi i consumi non brillano e la fiducia nel futuro dei consumatori è piuttosto bassa. E anche Ferconsumatori si dice allarmata. La misura adottata dal Governo, sottolinea Giuseppe Cotugno, presidente regionale dell’associazione, rischia di provocare una contrazione dei consumi. Occorre inoltre, conclude, fare attenzione anche alle speculazioni. Aumenti di beni come pasta o zucchine, non sono infatti imputabili all’innalzamento dell’aliquota Iva.