Miracolo a Matera raccoglie firme contro le estrazioni petrolifere

Matera. Stop alle trivellazioni per l’individuazione in Basilicata di nuovi giacimenti di petrolio. E, poi, la rinegoziazione delle royalties a non meno del 50 per cento per prodotto estratto. Sono le due richieste avanzate dall’associazione “Miracolo a Matera” che invita i lucani a prendere posizione sulle due questioni firmando l’appello corredato di codice fiscale dell’interessato e data. Isaia Giannetti, il giovane italo-americano che si sta facendo carico di sostenere l’iniziativa, ci tiene a far sapere ai lucani che ormai da 15 anni nel territorio regionale si estraggono 80 mila barili al giorno di petrolio nella sola Valdagri, ma nonostante questa imponente ricchezza, la regione continua ad essere la più povera d’Italia. Lo sviluppo, in sostanza, rileva Giannetti, è uguale a zero; l’unico dato reale – a suo dire – è che il territorio è stato avvelenato mentre si è innalzata oltre ogni limite l’incidenza dei tumori tra le più alte nel Paese. Nella sola Valdagri le società petrolifere guadagnano dalle estrazioni qualcosa come 8 milioni al giorno, mentre i lucani continuano a pagare la benzina alla pompa più dei piemontesi. L’ultimo accordo sul petrolio prevede da un lato più alti livelli di trivellazione nell’intera regione con precise compensazioni: nessun danno all’ambiente e interventi garantiti per la costruzione di strade, ferrovie, università e, ovviamente, più posti di lavoro. Con i tempi che corrono in tema di sviluppo ed occupazione, una specie di “bengodi”, un piccolo “Eden”. Ma sarà davvero così, si chiede Giannetti? Per intanto il memorandum d’intesa tra Stato e Regione Basilicata resta ad oggi tutto e ancora sulla carta, sollevando non pochi dubbi sulla sua applicazione reale. In altre parti del mondo – rileva il promotore dell’associazione “Miracolo a Matera” – non si trivella in luoghi abitati. Il petrolio in Medio Oriente si trova in pieno deserto, in Russia in aree congelate ed abbandonate, in Basilicata (che ha il più grande giacimento petrolifero sulla terra ferma) l’area ricca di idrocarburi si trova tra foreste, campi coltivati e antiche comunità. Le ultime osservazioni di Giannetti riguardano il record delle malattie tumorali in Basilicata e il livello dei royalties pagate in alcuni paesi: sette per cento in territorio lucano, l’85 in Libia ed Indonesia, l’80 in Russia e Norvegia, il 60 in Alaska, il 50 in Canada. “Miracolo a Matera” ha dunque lanciato la sua proposta che sembra corretta e calibrata, l’occasione buona per il rilancio dell’economia lucana. Chissà se sarà così o se, alla fine, quel memorandum, tradotto in atti concreti, si trasformerà in un altro flop per la regione.