Al via domani i lavori nel palazzo degli uffici finanziari a Matera?

Il palazzo degli uffici finanziari

MATERA – A circa una settimana dall’ultima assemblea sindacale dei dipendenti, la questione sicurezza nel palazzo degli uffici finanziari di Matera resta aperta. Dalla fine dello scorso mese di maggio la rampa di scale principale dell’edificio, dalla quale era precipitato, morendo, un giovane di 26 anni, è interdetta perché con una ringhiera non a norma, ovvero inferiore di 20 centimetri rispetto al consentito, secondo quanto appurato dall’Asm. L’accesso agli uffici, quindi, avviene tramite i due ascensori, insufficienti per far fronte ai flussi d’utenza e di personale, o attraverso una scala di emergenza, anch’essa fuori norma per la ringhiera ma riattata con un sistema rudimentale proprio per agevolare la mobilità all’interno del palazzo, non indicata da alcuna segnaletica. Una situazione che, come è noto, non piace ai dipendenti, proclamatisi in stato di agitazione e costantemente affiancati dai segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil, i quali hanno colto l’occasione per mettere in evidenza tutte le criticità della sicurezza, e sono tante, che insistono su questo edificio vecchio di quarant’anni e che oggi il Demanio avrebbe ceduto ad un consorzio di banche. Meglio chiudere per un periodo limitato di tempo e adeguarlo agli standard previsti dalle normative in materia, piuttosto che intervenire a macchia di leopardo provocando soltanto disagi e rischi per l’incolumità di utenti e dipendenti. Una tesi, quest’ultima, che sindacati e lavoratori hanno esposto anche al Prefetto di Matera, Francesco Monteleone, intervenuto presso i dirigenti, locali e centrali. Ma nel palazzo di piazza Matteotti tutto è fermo e risposte ufficiali alle istanze sollevate nei giorni scorsi non ne sono arrivate. Si sa soltanto che i lavori di adeguamento sulla rampa di scale principale dovrebbero partire domani e, se questo non dovesse accadere, è facile immaginare che gli impiegati degli uffici finanziari torneranno a farsi sentire.