Referendum, alta affluenza a Matera. Senza quorum il territorio Jonico

Con un’affluenza pari a oltre il 62percento, fra i 31 comuni della provincia, è stato proprio il capoluogo quello in cui si è votato di più. Matera si piazza così, sotto questo aspetto, fra i comuni più virtuosi d’Italia. Con una percentuale dei SI che ha sfiorato il 98percento in tutti e quattro i quesiti referendari, anche i materani hanno detto NO ai due referendum sull’acqua, a quello per l’installazione di centrali nucleari e al quarto quesito riferito all’abrogazione del legittimo impedimento. Dei 31 comuni del Materano, in 19 hanno superato la soglia del 50 per cento. Nel dato provinciale a brillare negativamente c’è quello del Metapontino, l’area che con determinazione, nel 2003, fece sentire forte la sua voce contro la possibilità di insediare a Scanzano il deposito unico nazionale delle scorie radioattive. Così Policoro, a livello di affluenza, si è fermato al di sotto del 50 per cento, mentre Rotondella che da anni ospita nel centro Enea pericolose barre radioattive è andato poco oltre il 43 per cento. Scanzano, cuore della protesta che infiammò i lucani otto anni fa, ha raggiunto il 53 per cento. Meglio di tutti, nell’area, ha fatto Pisticci con quasi il 60 per cento di presenze nei seggi. Poi ci sono i comuni lontanissimi dal quorum. Su tutti spicca Accettura con il 29 circa per cento di adesioni al voto, dove a vincere è stata la festa in onore del santo protettore: gli accetturesi hanno preferito seguire la processione in onore di San Giuliano anziché frequentare i seggi elettorali, pur se per il tempo necessario ad esprimere il proprio voto. L’elenco dei comuni “sottoquorum” si allunga poi ad Aliano, Cirigliano, Colobraro, Garaguso, Irsina, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Stigliano e Tursi. Senza storia, come del resto nell’intero Paese, il dato riferito ai quattro referendum con i SI che hanno raggiunto percentuali bulgare, tra il 95 ed il 98 per cento.