Petrolio e ambiente, a Matera conferenza internazionale

MATERA – Qualcuno alla vigilia aveva temuto potesse rivelarsi una semplice passerella di politici. In effetti un ampio parter istituzionale ha preso parte ieri a Matera, alla sessione di apertura della Prima Conferenza su “Petrolio e Ambiente”, della Regione Basilicata, inaugurata dall’assessore regionale all’ambiente, alla presenza, fra gli altri, del governatore lucano, Vito De Filippo, e del sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, Guido Viceconte. Assenti invece, per impegni istituzionali, il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e il suo sottosegretario. E visti i tempi che corrono, fra venti di guerra che spirano dalla Libia, le relative conseguenze sugli approvvigionamenti energetici e gli ultimi sviluppi del federalismo, al vaglio di aule e commissioni parlamentari, è facile immaginare che fossero davvero molto impegnati altrove. Una cosa è certa. Il petrolio resterà a lungo determinante, per il mondo, l’Italia e la Basilicata. Per questo motivo l’Eni sa di restare qui almeno fino al 2040. La Basilicata, ha ribadito De Filippo, è pronta a svolgere il suo ruolo di servizio al Paese, ma senza rinunciare né alla sicurezza né all’ambiente né alle prospettive di uno sviluppo sostenibile. Quando pensiamo alla Basilicata come terra di energia, hanno ribadito il Governatore lucano e il responsabile regionale all’ambiente, la pensiamo oggi a fare i conti con le estrazioni petrolifere ma domani come piattaforma di scambio energetico leader nel settore delle rinnovabili. La Basilicata conta di fare un passo significativo nel panorama petrolifero, per cercare di rappresentare il 12percento del fabbisogno nazionale di idrocarburi. Attualmente è al 6. Qui però le compagnie lasciano appena il 7percento e il costo dei carburanti alla pompa è tutt’altro che scontato. Un monito, nel corso dei lavori della Conferenza, è giunto ieri dal presidente della Commissione di Inchiesta Parlamentare su contraffazione e pirateria commerciale, Giovanni Fava, presente anche nella sua veste di esperto in materia di energia della Lega Nord. Il petrolio, ha detto, al momento non è sostituibile e nessuno può tirarsi fuori. Il percorso federalista, ha ribadito, porta la responsabilizzazione dei territori ma anche la destinazione più massiccia di risorse. E’ anche grazie alla Basilicata, che l’Eni è attualmente leader nel campo delle applicazioni ambientali, per le attività svolte in Val D’Agri, ha invece sottolineato l’amministratore delegato Eni, Paolo Scaroni. Le attività realizzate in Basilicata, ha ribadito, rappresentano una opportunità, anche sotto il profilo occupazionale. Se nel 98, un lavoratore su 10 era lucano, oggi quattro su dieci provengono dalla Lucania. E l’obiettivo è quello di giungere ad una media di 6 / 7 lavoratori lucani impiegati, nel comparto. Dal 2008 al 2035, ha spieagto invece Carlo Manna, dell’Enea, nel corso della sessione di questa mattina, si modifica, in previsione, l’accesso alle fonti energetiche. Ma se l’obiettivo rimane la sotenibilità, in un mondo fortemente affamato di energia, prima ancora del ricorso alle rinnovabili, gli strumenti principali saranno l’aumento dell’efficienza, attraverso il miglioramento delle tecnologie di produzione, e un uso più consapevole dell’energia.